Avetrana, omicidio Scazzi Sabrina resta in carcere "Io innocente, lo proverò"

Il tribunale del Riesame rigetta la richiesta di scarcerazione. La cugina di Sarah resta in carcere, ma continua a professarsi innocente. Un'amica la inchioda: "Disse 'Mio padre si è fatto incastrare, io no'". Concetta: "Giusto che resti in cella"

Taranto - Sabrina Misseri resta in carcere. Lo ha deciso il tribunale del Riesame che ha rigettato la richiesta di scarcerazione dei difensori di Sabrina. Secondo il tribunale del Riesame, sono giustificate le esigenze cautelari in carcere e pertanto è stata confermata la misura di custodia cautelare per la cugina di Sarah Scazzi, accusata dell’omicidio assieme al padre Michele Misseri.

"Io più brava di papà" Dunque Sabrina rimane in cella nel carcere di Taranto. Intanto ieri un altro tassello si è aggiunto alla vicenda. Si tratta di una frase che Sabrina Misseri avrebbe sussurrato in un orecchio a un’amica di famiglia e che potrebbe rivelarsi fatale: "Papà ha confessato, io sono stata più brava". C'era anche questo episodio nella documentazione depositata dalla Procura al tribunale del Riesame, una frase che per gli inquirenti è ritenuta un indizio importante sulle presunte responsabilità della ragazza nell’omicidio di Sarah Scazzi. L'episodio risale al 6 ottobre, la sera in cui Michele Misseri, il papà di Sabrina, crolla sotto interrogatorio al comando provinciale dei carabinieri di Taranto e confessa il delitto, facendo ritrovare più tardi il cadavere della nipote. Ad Avetrana, in casa Misseri, c’è lo staff della trasmissione di RaiTre Chi l’ha visto? per la diretta televisiva; nell’abitazione c’è anche Concetta, la mamma di Sarah. Secondo la ricostruzione degli inquirenti fatta sulla base delle dichiarazioni di un testimone, quando si diffonde la voce della confessione di Michele Misseri, Sabrina non compare davanti alle telecamere, ma esce nel cortile di casa, dove nel frattempo si sono radunate alcune persone anche incuriosite dalla presenza della tv. Sabrina, dice la testimone, si sarebbe avvicinata a lei sussurrandole quella frase che certo, se confermata, desterebbe molti sospetti.

I legali La testimonianza dell'amica di famiglia "secondo tabulati telefonici non può essere oggettivamente ritenuta credibile", riferiscono i due legali di Sabrina che sono andati a trovare in carcere la loro assistita. "Non capiamo il movente per cui Sabrina è dentro - hanno dichiarato Russo e Velletri - e anche il motivo". I difensori di Sabrina hanno inoltre raccontato che quando sono andati a far visita a Sabrina, la giovane sapeva già della decisione dei giudici, perché il provvedimento le era stato notificato. "Sabrina ha avuto la reazione di una persona che è estranea ai fatti - hanno detto i legali- non sta bene, è normale, però è ancora molto più combattiva e ripete la sua innocenza e anche noi le crediamo".  "Io sono innocente, fino alla fine lo proverò": sono queste le parole che infatti ripete in carcere Sabrina.

Il confronto La teste è la stessa persona che la mattina del 26 agosto, giorno della scomparsa di Sarah, mentre è in casa Misseri per un trattamento estetico, vide Sarah molto triste e le chiese il motivo, ma la 15enne non le avrebbe risposto perché "fulminata" con lo sguardo da Sabrina. Il 19 novembre è previsto l'incidente probatorio in carcere con l’interrogatorio di Michele Misseri. La ragazza, pur senza aver diritto ad interloquire, potrebbe assistere all’interrogatorio del padre, che l’ha prima chiamata in correità e successivamente le ha addossato la responsabilità materiale del delitt. Sull'eventualità che Sabrina Misseri assista all’incidente probatorio del padre Michele, i legali Russo e Velletri hanno detto che "è una valutazione soggettiva che deve fare Sabrina". 

Parla Concetta Ha rotto la consegna del silenzio Concetta Serrano Spagnolo, la mamma di Sarah Scazzi, e ha commentato così la decisione del tribunale del Riesame di lasciare in carcere la nipote: "Se Sabrina ha ucciso è colpevole. I giudici hanno preso atto dei gravi indizi e mi sembra giusto. Se è colpevole è giusto che rimanga dentro". Sembra quasi serena, Concetta, la mamma di Sarah, mentre decide di commentare la decisione dei giudici del Riesame: "Credo nella risurrezione - dice -. Io so che un giorno rivedrò mia figlia". Nonostante la grande fede, però, Concetta non perdona. "Non mi sento né di giudicare, né di perdonare - sono le sue parole -. Penso che per perdonare occorra molto tempo, bisogna elaborare la cosa attraverso un percorso che non può essere così immediato, tanto più se la persona si è macchiata di un delitto così orrendo. Però non provo odio - continua - provo molta pena, da giorni non ho più rapporti con la famiglia Misseri. Io non mi permetterei mai di giudicarli, comunque non credo alla totale innocenza di mio cognato Michele perché, in ogni caso, ha aiutato ad occultare il corpo. Riconosco, però - conclude Concetta - che dal primo momento che ha iniziato a parlare, Michele ha detto la verità".