Aveva detto: «L’antirazzismo è un’ideologia menzognera»

«L’anti-razzismo si sta trasformando in un’ideologia menzognera, sarà il comunismo del XXI secolo». E ancora: «La rivolta nelle periferie non è sociale né economica, ma etnico-religiosa, opera di islamici arabi e neri». A parlare in questi termini non è stato, recentemente, Jean-Marie Le Pen, leader della Francia nera (non nel senso del colore della pelle), bensì Alain Finkielkraut. Figlio di immigrati polacchi deportati ad Auschwitz, il filosofo ha da anni abbandonato la sinistra e ora si scaglia contro un certo perbenismo benpensante, ricevendo l’accusa di neoreazionario. Anche se alcuni uomini non della destra estrema, come il presidente di Sos Racisme, Dominique Sopo, condividono almeno in parte le sue tesi. Secondo Finkielkraut i musulmani «non cercano l’integrazione» e «massacrano la lingua francese». Inoltre il filosofo se la prende anche con la nazionale di calcio del suo Paese: «È ormai composta solo da neri. Tutta l’Europa ci ride dietro».