Aveva sniffato cocaina l’autista dell’autobus che ha ucciso un passante

L’uomo, 29 anni, dai sei dipendente dell’azienda municipale, è finito in cella. Oggi sarà interrogato. La vittima era scesa dall'auto dopo aver parcheggiato

Roma - Travolto e ucciso dal conducente di un autobus che si trovava sotto l’effetto di stupefacenti. È accaduto sabato sera a Roma, in via Newton. Gino Anselmi, 66 anni, originario di San Cesareo, aveva appena parcheggiato la sua Volvo, forse per un guasto, ed era sceso dopo aver azionato le quattro frecce, per avvicinarsi al marciapiede.

Erano da poco passate le 20.30. L’uomo non ha avuto nemmeno il tempo di rendersi conto di quanto stava accadendo. Alessandro Morini, 29 anni, autista della linea 31, lo ha centrato in pieno uccidendolo all’istante. Ieri mattina sul luogo dell’incidente, uno stradone a scorrimento veloce che congiunge la zona periferica dei Colli Portuensi con il quartiere Eur, c’era il segno della frenata di due metri del bus. Poco più in là, pezzi di lunotto sbriciolati e una garza medica, completamente intrisa di sangue. Una storiaccia, che avvalora la scarsa fiducia dei romani nei confronti della categoria degli autisti dei mezzi pubblici. Cinque mesi fa anche l’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi locali del Comune di Roma aveva pubblicato un’indagine, evidenziando la scarsa professionalità di una buona percentuale dei conducenti di Trambus, il 10 per cento, che utilizza il cellulare durante la guida o ascolta la radiolina portatile.
Ma mai nessuno avrebbe potuto pensare che ieri Morini, sei anni di esperienza alle spalle, avesse assunto cocaina prima di guidare il mezzo pubblico. Invece, le analisi ordinate dal pm Giuseppe De Falco subito dopo la tragedia hanno dimostrato il contrario. Al momento dell’investimento l’autista, che in passato aveva avuto qualche richiamo sul lavoro, aveva terminato il turno di lavoro e stava tornando al deposito. Sotto l’effetto della droga, probabilmente, non ha avuto i riflessi pronti per evitare il pedone. Per Morini sono scattate le manette, con l’accusa di omicidio colposo aggravato dall’uso di stupefacenti ed è stato condotto a Regina Coeli, dove oggi il pm chiederà la convalida dell’arresto al gip, che dovrà accertare anche se l’investitore sia un assuntore abituale di cocaina.
Ieri Trambus spa, che ha già avviato un’inchiesta interna, ha licenziato in tronco il dipendente e si è detta pronta a costituirsi parte civile nel procedimento giudiziario. «Non vogliamo e non possiamo accettare - sottolinea l’amministratore delegato Adalberto Bertucci - che chi conduce un mezzo pubblico manchi del più elementare senso di responsabilità nei confronti di se stesso e dei cittadini. Ci sarà tolleranza zero nei confronti di tutti gli autisti che abusano di alcol o droga. Mi preme, infine, esprimere il mio cordoglio alla famiglia della vittima, assicurando loro la vicinanza di tutta l’azienda in questo momento di dolore».

I residenti della zona parlano in parte di tragedia annunciata. «Via Newton la sera resta totalmente al buio - racconta il gestore di un distributore di benzina poco distante dal luogo dell’incidente -. Qui le auto sfrecciano ed è molto pericoloso». «Il mio collega che era di turno ci ha raccontato dell’incidente - dice Franco, che lavora come barista in una grande gelateria sulla strada -. È una cosa incredibile morire così e il fatto che il conducente fosse sotto effetto di stupefacenti crea rabbia e amarezza: ma saranno sottoposti a controlli gli autisti?». Una domanda alla quale indirettamente risponde l’azienda dei trasporti, che ha convocato per domani i sindacati per anticipare la campagna aziendale di prevenzione sull’uso di alcol e droghe rivolta agli autisti.