«Le avevo detto di non partire Ora è morta con la sua bimba»

Il dramma di Elisabetta e Chiara, 4 anni. La nonna: me lo sentivo. Il cordoglio del premier Berlusconi

Bepi Castellaneta

da Bari

Viaggiavano insieme ogni estate, e così è stato anche questa volta. Loro, Elisabetta Aquaro, 44 anni, e sua figlia Chiara, 4 anni, erano a bordo di quel charter che si è schiantato al largo di Palermo. Non ce l'hanno fatta, non sono riuscite a uscire vive dall'Atr che all'improvviso, dopo circa un'ora di volo, si è trasformato in una trappola mortale e ha cominciato a scendere in picchiata verso il mare. La nonna della bimba era preoccupata per l'emergenza terrorismo: «L’avevo scongiurata: non partire», ha detto ad amici. Ha cercato di convincere la figlia, commercialista alle dipendenze di un'azienda edile, a non partire. Ma la quarantaquattrenne non voleva rinunciare: amava viaggiare, tempo fa era stata anche in Egitto, a Sharm el Sheikh: non aveva mai avuto alcun problema. Per quest'estate aveva scelto la Tunisia. E ieri pomeriggio si è presentata con la figlia all'imbarco di Bari-Palese.
Con loro c'era un'amica della donna: ha perso la vita anche lei. «A scorrere l'età dei passeggeri si avverte un brivido lungo la schiena», dice il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, accorso in aeroporto appena ha saputo della tragedia. Perché su quel volo, su quell'Atr partito quando mancavano venti minuti alle tre del pomeriggio, erano tutti giovani: impiegati, professionisti, operai, studenti, ragazzi diretti verso le vacanze d'agosto che si sono ritrovati prigionieri di un incubo, un incubo stampato sui volti di parenti e amici che poco dopo si sono ritrovati nei corridoi dell'aeroporto, aggrappati alla speranza di una telefonata. «A bordo c'erano tanti figli di Puglia che dopo un anno di lavoro si erano guadagnati una vacanza», dice Vendola con la voce rotta dalla commozione. E aggiunge: «Ho molto apprezzato la telefonata ricevuta dal Quirinale, il presidente Ciampi segue minuto dopo minuto l'evoluzione di questa tragedia». Anche dal premier Berlusconi è arrivato un messaggio di cordoglio: «Un lutto terribile». Accanto al governatore c'è il sindaco di Bari, Michele Emiliano, che ha proclamato due giorni di lutto cittadino. «È un momento drammatico, le istituzioni, a livello locale e nazionale stanno lavorando al massimo», afferma.
Fin dalle prime ore del pomeriggio la notizia della tragedia si è abbattuta sulla città e l'amministrazione comunale ha invitato a telefonare al centralino del municipio (080-5771111) per ottenere informazioni. Intanto, sulla drammatica vicenda ha aperto un'inchiesta anche la procura di Bari. Le indagini sono dirette dal sostituto procuratore del tribunale Giuseppe Scelsi. Il magistrato ipotizza il reato di disastro aereo colposo nei confronti di persone da identificare.
«I controlli sono stati fatti a Bari, da dove il velivolo è partito», dichiara il pm. All'aeroporto di Palese è arrivato il procuratore Emilio Marzano: «È presto per dire se ci sono responsabilità - afferma il magistrato -. Siamo in contatto con la procura di Palermo, che sta svolgendo gli atti più urgenti e immediati perché è lì che si è verificato l'incidente». Su disposizione degli inquirenti baresi, la polizia ha già acquisito la scheda tecnica dell'aereo. «Quando avremo stabilito eventuali cause che hanno provocato l'incidente - precisa il procuratore - vedremo di chi sarà la competenza a indagare».