Aviaria, dal governo cento milioni di euro

Nino Materi

Storace che dice: «Alemanno ha calato il suo asso nella manica»; Alemanno che aggiunge: «Storace aveva ottime carte e le ha giocate al meglio». Il ministro della Salute (Storace) e quello delle Politiche agricole (Alemanno) ieri non erano alle prese con un tavolo da poker, ma con una partita altrettanto insidiosa: gli aiuti europei agli allevatori italiani «danneggiati» dal crollo (circa il 70% in meno) nella vendita di pollame. I due ambasciatori dell’«emergenza aviaria» erano arrivati a Bruxelles con un obiettivo preciso: strappare all’Unione europea un «impegno preciso» sul fronte degli aiuti finanziari da destinare al comparto avicolo messo in ginocchio dall’incubo H5N1.
Missione che può dirsi perfettamente riuscita: la Commissione europea ha infatti autorizzato le misure del governo italiano per fare fronte all'emergenza influenza aviaria, misure che saranno adottate dal Consiglio dei ministri tra domani e giovedì.
Ad annunciarlo è stato il ministro delle Politiche agricole Gianni Alemanno, al termine del Consiglio agricoltura a Bruxelles. Il ministro ha spiegato che si tratta di misure per un totale di 100 milioni di euro destinati alla sospensione dei pagamenti e allo smaltimento della produzione in eccesso. «La Commissione - ha affermato Alemanno - ha autorizzato il pacchetto di misure che noi tradurremo dentro il decreto legge di mercoledì per un ammontare di 100 milioni di euro». Tali misure, ha proseguito il ministro, «permetteranno, attraverso il riconoscimento dell'emergenza sanitaria, un intervento a sostegno delle imprese che si adoperano non solo per il mantenimento delle condizioni igienico-sanitarie, ma anche per smaltire tutte le eccedenze che vanno a congestionare la filiera e la sua produttività». Il riferimento è anzitutto a quanto chiesto dal collega alla Salute Francesco Storace di riconoscere all'emergenza dovuta al crollo delle vendite il carattere di emergenza sanitaria. «In questo modo - ha spiegato ancora Alemanno - possiamo dare un sostegno economico, oltre al mantenimento alla salubrità delle condizioni igienico-sanitarie all'interno della filiera». Dunque, ha affermato il titolare delle Politiche agricole, «possiamo dare un segnale positivo agli allevatori italiani». Il ministro ha spiegato che i 100 milioni sono destinati anzitutto ai «rinvii di pagamento, inoltre vengono date sovvenzioni per evitare che si creino eccedenze di produzione. Sarà finanziato dunque lo smaltimento della produzione eccedente in modo che i produttori non siano costretti ad interrompere immediatamente la produzione o a trovarsi di fronte ad un ingolfamento». «Contemporaneamente - ha proseguito Alemanno - saranno dati dei sussidi che consentiranno la riduzione della produzione e, se necessario, più in là, anche un ridimensionamento della produzione stessa». Il ministro ha spiegato che il decreto per il momento ha una durata di circa 6 mesi: «Se al termine di questo periodo l'emergenza non sarà finita, si passerà ad una seconda fase per interventi strutturali in modo da ridimensionare la produzione in pianta stabile».
Nei giorni scorsi la pressione degli allevatori si era fatta pesantissima: tutti a piangere miseria, senza però che in macelleria l'entità della diminuzione del prezzo del pollo abbia mai raggiunto cifre da vera «svendita». «La gente non compra più polli», ripetono fino alla noia i produttori, ma nessuno che in questi giorni abbia davvero proposto «offerte speciali», al di là delle demagogiche manifestazioni di piazza con le grigliate di pollo. La Coldiretti, intanto, plaude al successo del duo Alemanno-Storace, mentre Legambiente esprime un auspicio: «Ok agli aiuti agli allevatori, ma solo a quelli che investono nella qualità, per evitare che i rimborsi si trasformino nei soliti interventi a pioggia». Dietro a tanti polli c’è il rischio infatti che si nascondano troppi furbi.