Aviaria, incontro a Roma

Sul caso aviaria l’Anuu Migratoristi, dopo un incontro al ministero della Sanità, ha emesso questo comunicato per tutti i suoi iscritti.
«I recenti decessi di cigni per alcuni dei quali è stata accertata la presenza del virus H5N1 ad alta patogenicità, hanno indotto il ministero della Salute a convocare in data 14 febbraio un'urgente riunione della task-force sull'influenza aviaria, cui hanno partecipato rappresentanti degli organismi scientifici, delle istituzioni, delle associazioni venatorie e di quelle ambientaliste. Per l'Anuu era presente il presidente Giovanni Bana. In quella sede è stato ribadito l'impegno di tutti alla massima collaborazione, soprattutto sul territorio, nel proseguire con i monitoraggi dell'avifauna selvatica nonché a evitare inutili e dannosi allarmismi, che nulla apportano a una seria gestione del problema. Il ministro Storace ha inoltre annunciato le misure sanitarie adottate con una nuova ordinanza, riassumibili nell'istituzione attorno alle aree di rinvenimento delle carcasse di uccelli morti per H5N1 di zone di protezione di almeno 3 km di raggio, nonché nell'istituzione di zone di sorveglianza di almeno 10 km attorno alle medesime aree, ivi comprese le zone di protezione.
«All'interno di queste zone, devono essere individuati e monitorati tutti gli allevamenti e i pollai, gli uccelli selvatici e acquatici in particolare; devono essere attuate tutte le misure di biosicurezza di cui all'ordinanza del 22 ottobre 2005; non possono essere movimentate verso l'esterno uova da cova, né carni fresche, preparati o prodotti a base di pollame o di selvaggina da penna; non possono accedere persone non autorizzate dai sindaci; devono essere attuate campagne di sensibilizzazione tra i proprietari di volatili, i cacciatori e le associazioni naturalistiche e faunistiche; devono essere abbattuti e distrutti tutti i volatili sensibili infetti o sospetti di infezione. Tutte queste misure si applicano per almeno 21 giorni nelle zone di protezione e per 30 giorni nelle zone di sorveglianza. Le zone soggette a restrizione si trovano nei comuni: Reggio Calabria, località Pellaro; Pizzo Calabro (VV); Manduria (TA); Taormina (ME); Giarre e Mascali (CT); Ugento (LE)».