Avito del Périgord

Per questo santo la distinzione della provenienza è necessaria in quanto sono otto i santi di nome Avito, sei dei quali francesi. Veniamo dunque a quello di oggi. Avito (che in Francia è chiamato Avit) era nato verso la fine del V secolo nell’attuale regione del Périgord in una nobile famiglia. Aveva ricevuto un’educazione di prim’ordine ma soprattutto era stato addestrato nell’uso delle armi e del cavallo da guerra. Come cavaliere inquadrato nell’esercito del re goto Alarico II, prese parte alla guerra contro i franchi e alla battaglia di Vouillé, in cui nel 507 il re dei franchi Clodoveo sconfisse Alarico II. Avito venne fatto prigioniero e trascinato nella capitale dei franchi, Parigi. Qui fu messo in carcere in attesa che la sua famiglia racimolasse il denaro necessario per pagare il suo riscatto. Occorse parecchio tempo e, dietro le sbarre, il cavaliere Avito ebbe modo di meditare sulla caducità delle cose umane. Quando finalmente poté recuperare la libertà, tornò nella sua regione attraversando la zona di Orléans. Raggiunto il Périgord si diede all’eremitaggio in un luogo chiamato Mauregium (oggi porta il suo nome, Saint-Avit, e si trova presso Thiviers). Dopo qualche tempo si spostò in Dordogna in un posto che prese anch’esso il nome da lui: Saint-Avit-Sénier. È possibile che sia morto verso il 570 ma non è sicuro. Neanche il giorno della morte si conosce; il 22 marzo ricorda la prima traslazione delle sue reliquie. Aggiunge la Bibliotheca Sanctorum che probabilmente il santo visse anche nell’Agenais, in un’abbazia allora detta di Sancto Petro de Clariaco.