Avversari duri, buon segno fondamentale la preparazione

Marco Degli Innocenti

da Lipsia

Si comincia col Ghana, il 12 giugno ad Hannover; poi tocca incrociare gli Usa, sabato 17 giugno a Kaiserslautern, chiusura con la Repubblica Ceca, giovedì 22 giugno ad Amburgo. Ecco il girone mondiale dell’Italia di Lippi. Le mani di Pelè e Lothar Matthaeus hanno estratto dalle urne di cristallo i rivali degli azzurri, scanditi dalla voce dell'impeccabile segretario generale della Fifa Markus Siegler. «Accanto al gruppo C, quello con Argentina, Costa d'Avorio, Serbia Montenegro ed Olanda, il gruppo dell'Italia è il più duro: gli altri mi sembrano tutti equilibrati», commenta, a ragione, Franz Beckenbauer, presidente del comitato organizzatore dei mondiali. Didascalica la smorfia della delegazione italiana. Girone di ferro, si può dire. Con una complicazione in più. Se gli azzurri non dovessero arrivare primi, sarebbe un mezzo disastro. Perché nella seconda fase, il destino del girone italiano s’intreccia con quello dominato dalla super-potenza del torneo, il Brasile. Già scelto il quartier generale, casa Italia insomma, preferito un funzionale centro a Duisburg, nel triangolo della Ruhr. «Tutte le sedi delle prime tre partite si possono raggiungere con 50 minuti di volo» segnala Lippi, il ct. Si rallegra la Germania: inserita nel gruppo A disputerà la partita inaugurale del torneo, il 9 giugno a Monaco, contro il Costa Rica prima di affrontare Polonia ed Ecuador. Facile anche il compito del Brasile campione uscente, che nel gruppo F avrà come avversari Croazia, il Giappone di Zico e l’Australia. La Francia (gruppo G) è stata sorteggiata con Svezia, Corea del Sud e Togo, la Spagna (gruppo H) con Ucraina, Tunisia ed Arabia Saudita. All'Inghilterra di Eriksson toccherà la Svezia, ma anche i più facili Paraguay e Trinidad & Tobago e infine il Portogallo (gruppo D) avrà come avversario il Messico, ma anche l'ex colonia Angola ed Iran.
Il sorteggio, costato cinque milioni di euro, è stato preceduto da uno spettacolo piuttosto sobrio: sintetica retrospettiva filmata dei tre mondiali vinti dalla Germania; le fasi salienti dei campionati più recenti, dall'Argentina ’78 in poi; un efficace ed a tratti persino spiritoso ritratto della Germania calcistica di oggi, sulle note del Bolero di Ravel. Per lo show vero e proprio niente di meglio che un mago capace di infilarsi in scatoloni di cristallo e della rock star colombiana Juanes, che ovviamente ha riproposto il tormentone della Camisa Negra. Non poteva mancare la mascotte dei mondiali, Goleo, goffo pupazzone starnazzante, con le fattezze di un (povero) leone. Decisamente apprezzato anche il breve filmato con cui il milanista Shevchenko ha testimoniato il suo impegno e quello della Fifa per i bambini più sfortunati della sua Ucraina e del resto del mondo. Come tradizione dal 1970, l'Adidas, multinazionale con sede in Germania, con Michael Ballack, capitano della nazionale tedesca e suo uomo immagine, ha presentato il nuovo pallone, con il quale si giocheranno le partite del torneo: si chiama Teamgeist, fusione di una parola inglese ed una tedesca, che insieme significano «spirito di team». Gran finale con l'esibizione di un’orchestra di giovani musicisti tedeschi.
A presentare la serata davanti a 320 milioni di telespettatori in tutto il mondo, Heidi Klum, bionda e zuccherosa modella tedesca, che ha esibito un perfetto inglese, ma soprattutto la vertiginosa scollatura dell'attillato abito turchese. Accanto a lei il moderatore televisivo Reinhold Beckmann.
Tra le personalità presenti, in prima fila oltre al presidente della Repubblica federale tedesca, Horst Koeler, che con il presidente della Fifa Blatter ha aperto la cerimonia, anche la neo cancelliera tedesca Angela Merkel.