Avvince il «Guardie e ladri» finlandese

Ma la triste commedia diretta da Aki Kaurismäki ha il sapore del «già visto»

Breve: dura un'ora e venti; laconico: pochi dialoghi, molti silenzi; insolito: protagonista è «un romantico scemo, fedele come un cane». Può essere solo un film di Aki Kaurismäki su Aki Kaurismäki. Stavolta s'intitola Le luci della sera. «Stavolta», perché - se il film ha questi pregi - ha anche un difetto: è seriale. Il regista, sceneggiatore e produttore finlandese si ripete. Ma i più non hanno visto i suoi film precedenti, come il capolavoro Nuvole in viaggio (1996) e il notevole L'uomo senza memoria (dvd Bim). E per loro valgono gli attributi dell'incipit.
Kaurismäki presenta questi tre film come parti di una trilogia. In realtà Nuvole in viaggio ne era la sintesi. L'analisi è venuta con gli altri due. Nulla di male, ma nemmeno nulla che sia tornato a quei livelli. È probabile che, cinquantenne etilista, Kaurismäki trovi fondi solo per film a basso costo e garantito rendimento. Le luci della sera era infatti in concorso al Festival di Cannes: vetrina importante. Improbabile che da lui avremo mai una produzione di vasto respiro, quella di cui il cinema europeo avrebbe più bisogno, perché farebbe pensare senza annoiare.
Al centro delle Luci della sera, un guardiano notturno (Janne Hyytiainen). Solo per abitudine più che per vocazione, è facile da sedurre: basta un po' di compagnia. Strano che chi vigila sui beni altrui non vigili sui mali propri? Ma è necessariamente strano chi, senza essere un vampiro, dorme quando gli altri vegliano e viceversa. In questo straniamento, si fa largo facilmente una prostituta (Maria Jarvenhelmi) al servizio di una banda di delinquenti, decisi a rubare proprio dove il Nostro lavora. E lui non le rende difficile il compito. Si lascia perfino condannare al loro posto loro. Perché? Non è detto. Forse perché guardie e ladri si distinguono perché le prime difendono chi, fra i secondi, ha rubato prima e meglio da chi al furto arriva solo adesso. Visto che questa è un'antica verità; visto che tutto accade in una Helsinki gelida nelle architetture, più che nel clima; ascoltato Carlos Gardel cantare, su questo sfondo, la bonaerense Volver («Tornare»), anche i kaurismakiani della prima ora potranno perdonare l'ampio déjà vu.

LE LUCI DELLA SERA di Aki Kaurismäki (Finlandia, 2006), con Janne Hyytiainen, Maria Jarvenhelmi. 80 minuti