Gli avvocati: carriere separate per i magistrati «Il giudice deve rimanere sopra le parti»

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da Milano

Sì alla separazione delle carriere, no alla liberalizzazione delle professioni. Questi alcuni dei principali temi trattati al congresso dell’Unione camere penali italiane che si è aperto ad Ancona e si chiude domani, a soli tre giorni dallo sciopero proclamato dall’associazione. Gli avvocati penalisti vanno a congresso, in un clima incandescente. Un appuntamento fissato da tempo ma che improvvisamente precede di appena qualche giorno lo sciopero contro la sospensione della riforma dell’ordinamento giudiziario proclamato dall’associazione per l’11, 12 e 13 ottobre.
«Nuovi scenari, vecchi copioni. L’avvocato penalista in difesa delle garanzie costituzionali contro le involuzioni autoritarie». Questo il tema del congresso che ospiterà il Procuratore nazionale Antimafia Pietro Grasso, l’ex presidente della commissione Giustizia alla Camera, Gaetano Pecorella, e l’attuale presidente della commissione Giustizia al Senato Cesare Salvi.
All’ordine del giorno l’Unione delle Camere penali ha messo «la strenua difesa del precetto costituzionale del giusto processo da attuarsi ancora compiutamente attraverso la revisione del Codice di Procedura Penale». Un momento fondamentale per l’assise congressuale da cui discende la centralità di un altro assunto storico e assai caro all’avvocatura penalista: la terzietà del giudice cui, sostengono gli stessi penalisti, spetta una funzione diversa rispetto a quella dell’avvocato e del pubblico ministero: «La figura del giudice deve essere super partes. Una duplice condizione indispensabile al sistema giudiziario e soprattutto una garanzia ineliminabile contro ogni forma di involuzione autoritaria, come recita il sottotitolo del congresso».