Avvocati in guerra: scioperi e sit in contro il dl

Al via la protesta degli avvocati contro le liberalizzazioni del governo: due giorni di sciopero il 23 e il 24 febbraio e un’altra settimana di astensione dal lavoro a inizio marzo. Aderisce anche la Cassa forense

Dopo la serrata dei farmacisti e dei tassisti, adesso tocca agli avvocati a incrociare le braccia contro il decreto sulle liberalizzazioni licenziato dal Consiglio dei ministri. Due giorni di sciopero a febbraio, il 23 e il 24, e un’altra settimana di astensione dal lavoro a inizio di marzo: gli avvocati hanno deciso di protestare contro il permier Mario Monti. E, oltre al blocco totale, la protesta confluirà anche a Roma con un sit in davanti a Palazzo Chigi, alla Camera e al Senato e una occupazione simbolica degli uffici giudiziari.

La decisione degli avvocati di scioperare contro il governo tecnico è emersa al termine dell’assemblea dell'Organismo unitario dell'avvocatura (Oua). "La decisione di astenersi dalle udienze - ha sottolinea l'assemblea - è il risultato dell’atteggiamento del governo che ha deciso di andare avanti su una strada che l’avvocatura non condivide". Con le misure decise l'avvocatura spera che "l’esecutivo si decida ad andare incontro alle aspettative e alle richieste degli avvocati italiani". Subito dopo anche Alberto Bagnoli, presidente della Cassa forense, ha comunicato l’adesione alle iniziative di protesta contro il decreto liberalizzazioni lanciate dalla Assemblea nazionale dell'avvocatura. "E' importante anche la manifestazione nazionale del primo marzo assieme a tutti i professionisti - ha detto Bagnoli - oltre alle proteste, stiamo lavorando anche alle proposte. Presenteremo al parlamento norme per modificare gli interventi impropri sulle Casse previdenziali private e sulle liberalizzazioni selvagge". Grazie a un emendamento del decreto Milleproroghe, il termine per la presentazione delle proposte in tema di regolamento delle Casse previdenziali dei professionisti slitta da fine giugno a fine settembre. "Apprezziamo la modifica, ma noi - ha precisato Bagnoli - non chiediamo concessioni bensì il rispetto dei diritti dei professionisti. E per questo continueremo a batterci".

Gli avvocati fanno sapere che sarà promossa una "forte presenza sui media per illustrare le motivazioni alla base della protesta". I giudici saranno invitati "ad aderire ad tutte le manifestazioni indette dall’Avvocatura". L'assemblea ha poi deciso "la costituzione di task force di avvocati in ogni ufficio giudiziario per sostenere e illustrare le iniziative dell’Avvocatura". Insomma, la serrata