Avvocato accusato di aver dilapidato i beni di un prelato

Ufficialmente avrebbe dovuto gestire il «consistente» patrimonio, curandone gli interessi legali, del monsignor Corrado Balducci, il demonologo ottantacinquenne della diocesi di Roma, morto il 20 settembre scorso nell’ospedale Santo Spirito, dopo una lunga malattia che ne aveva compromesso le capacità mentali. Ma, invece, approfittando proprio dello stato di incapacità del prelato, Giorgio Bosi, raggirandolo, gliel’avrebbe dilapidato: dalle proprietà immobiliari che l’esorcista possedeva in Italia e all’estero, alle quote azionarie che aveva in diverse società. Questo secondo le accuse dei magistrati. Le manette sono scattate ai polsi dell’avvocato, ieri all’alba nel quartiere di Monteverde, quando i carabinieri di Porta Cavalleggeri, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Roma, Barbara Callari, lo hanno arrestato per il reato di circonvenzione di persona incapace. Il gip ha accolto la richiesta del pm Alberto Caperna che indaga sulla posizione dell’avvocato in merito alla gestione dell’eredità, a cui viene contestato di aver «tratto profitto dal patrimonio del prelato con più atti di disposizione patrimoniale a lui sfavorevoli, causandogli un danno di rilevante gravità», sin dal luglio del 2007. Ma non solo. Nell’ambito dell’inchiesta, sono state denunciate in stato di libertà altre persone che, secondo il pm, avrebbero sottratto denaro a monsignor Balducci. Proseguono le indagini dei militari che hanno apposto i sigilli all’appartamento di Balducci al civico 74 in via Pio IV, sequestrando inoltre i conti bancari riconducibili agli indagati.