Axum, scoperta la reggia della regina di Saba

Etiopia, il palazzo ritrovato da archeologi tedeschi dopo nove anni di scavi. Una regina leggendaria e un ritrovamento che si lega al mito dell'Arca dell'Alleanza

Berlino - Una equipe di archeologi tedeschi dell’Università di Amburgo ha annunciato di aver scoperto i resti del palazzo della leggendaria regina di Saba ad Axum, nel nord dell’Etiopia. I ruderi del palazzo reale, databile intorno al X secolo avanti Cristo, sono tornati alla luce sotto le mura di un altro edificio regale, quelle di un re cristiano ancora non identificato.

Il palazzo della regina era stato distrutto dal re Menelik I, il figlio che la mitica Saba aveva avuto da Salomone, re di Israele, e ricostruito in modo da essere orientato verso la stella Sirio, della quale era adoratore. Fu Menilik ad introdurre in Etiopia il culto di Sothis, divinità egizia identificata con la stella Sirio appartenente alla costellazione Canis Major. Gli archeologi dell’Università di Amburgo hanno iniziato gli scavi ad Axum nel 1999, con l’obiettivo di scoprire nuovi elementi sulla nascita e la diffusione del cristianesimo in Etiopia.

In seguito le ricerche, come ha spiegato il professor Helmut Ziegert, direttore della missione tedesca, hanno fatto emergere preziosi resti di 3.000 anni fa: «I dettagli, la datazione e l’orientamento dell’edificio quadrano a pennello con la descrizione del palazzo della regina di Saba». E proprio l’orientamento di un altare dell’edificio regale verso la stella Sirio confermerebbe la leggenda secondo la quale in quel palazzo sarebbe stata custodita anche l’Arca dell’Alleanza che conteneva le Tavole della Legge di Mosè.

Ora caccia all'Arca dell'Alleanza Il professor Ziegert dell’Istituto di Archeologia dell’Università di Amburgo ha aggiunto: «In questo palazzo può benissimo essere stata custodita per molto tempo l’Arca dell’Alleanza. Le nostre ricerche ora continueranno proprio per affrontare uno dei maggiori e più affascinanti misteri dell’archeologia». Le fonti storiche e religiose tramandano che Saba, regina di Axum, aveva sentito decantare la saggezza del re Salomone e volle fargli visita per mettere alla prova la sua sapienza proverbiale. Dalla visita a Gerusalemme, avvenuta tra il 1000 ed il 950 a.C., vi è menzione nel Talmud ebraico, nella Bibbia, nel Corano e nel Kebra Nagast, Gloria dei re, che è il libro fondamentale per la storia dell’impero degli altopiani, elaborato in Etiopia nel XIV secolo.

La regina e Salomone Si racconta che la regina di Saba, che gli etiopi chiamavano Macheda, recatasi dal potente re d’Israele Salomone per sottoporgli alcuni enigmi per sondare le capacità tanto decantate del sovrano, ne rimase affascinata. Dall’unione del re Salomone con la regina, fu concepito Menelik, il cui nome significa «Figlio dell’uomo saggio». Menelik, cresciuto e divenuto re, fece proprio il simbolo del leone di Giuda che innalzò a simbolo del proprio regno. Divenuto adulto, volle far visita al presunto padre Salomone e quando fece ritorno ad Axum, trafugò o gli fu affidata, l’Arca dell’Alleanza.