Azar l’iraniana che non ha paura di volare

Sulla terra non possono entrare in uno stadio, guidare una moto, ballare ai matrimoni, prendersi cura dei figli in caso di divorzio. Ma in cielo hanno trovato la loro libertà. Gli ayatollah gli hanno tolto molti diritti ma non il privilegio di volare. Le chiamano Parandehgan, gli uccellini, anche se il nome ufficiale sarebbe «Comitato delle donne volanti di Teheran». Sono uno stormo di una cinquantina di ragazze, quasi tutte studentesse, arrivano a bordo di camion scassati, con equipaggiamento di seconda e terza mano, senza paracadute di riserva, possono lanciarsi in volo solo dopo aver infilato l’imbragatura sopra il mantello islamico e stare attente che il vento non sollevi il chador. Ma ridono felici quando l’aria accarezza loro il viso. Il capostormo è Azar Farahani, unica istruttrice di parapendio in tutto l’Iran, una pioniera del volo sposata con un pilota militare di caccia. Dice che volare porterà lontano le donne...