«Azienda d’incapaci, basta sacrifici»

«Gli accordi di Palazzo Chigi? Mai applicati»

Claudio De Carli

da Milano

Il comandante Roberto Spinazzola è in Alitalia da vent’anni con 10mila ore di volo sui Boeing 767 e appartiene all’Unione piloti, la sigla sindacale che assieme a Cigl, Cisl, Uil e Ugl, nell’ottobre scorso ha dato vita a Piloti italiani uniti. Questa federazione, alla quale non hanno aderito i piloti Anpac, raccoglie il 56 per cento dei circa duemila piloti Alitalia.
Comandante state sgonfiando definitivamente le ruote a Alitalia?
«Dopo che l’azienda ci ha portato a livelli di disamore e insoddisfazione mai toccati prima».
Cosa vi rode?
«La mancanza dell’applicazione degli accordi firmati a Palazzo Chigi un anno e mezzo fa e mai onorati da Alitalia».
Questione di soldi?
«I sacrifici dei piloti Alitalia in questi ultimi due anni sono stati enormi, parlo di stipendio e qualità del lavoro. Li abbiamo accettati perché sarebbero dovuti servire al risanamento e al rilancio della compagnia. Ci abbiamo creduto e quando è stata fatta la ricapitalizzazione dell’azienda eravamo convinti fosse un buon passo avanti, trovare investitori internazionali pronti a tirar fuori un miliardo di euro ci sembrava quasi impossibile, adesso temiamo fortemente di trovarci davanti all’ennesima manovra già bruciata, come è successo nel recente passato».
Puntate il dito sul management Alitalia?
«Ci chiediamo se sia gente capace. Non c’è strategia, l’alleanza con Air France è solo un’ipotesi, altre strategie domestiche non convincono. Come si va avanti se non c’è acquisto di nuovi aerei? Entro settembre l’azienda aveva promesso di chiarire gli accordi per fare base a Milano, qualcuno ha notizie?».
Siete piloti, una vita avventurosa...
«Di avventure siamo stanchi, qui ci sta andando di mezzo anche la sicurezza. Un pilota che deve affrontare un lungo raggio deve svegliarsi alle 4,45 del mattino, uscire di casa alle 5,30, firmare alle 6,15, partire da Roma alle 7 per arrivare a Milano per una traversata oceanica di 8-9 ore di volo con il minimo del personale: un comandante e un primo ufficiale. Cosa ne dite?».
Che vi state lamentando...
«La parte economica dell’accordo è scaduta a dicembre, siamo sotto del 30-40 per cento rispetto agli stipendi delle altre compagnie di riferimento. Siccome i manager ci dicevano che guadagnavamo troppo abbiamo risposto: bene, applicateci il contratto dei piloti Lufthansa e tagliateci il 30 per cento dello stipendio, siamo pronti a nuovi sacrifici. Risultato: Lufthansa continua a fare utili, i nostri manager con un costo del lavoro inferiore del 30 per cento non ci riescono. Ma Cimoli non ha colpa, il suo lavoro l’ha fatto».
Il governo vi ha convocato per mercoledì...
«Se lo ha fatto per ribadire la strategia di Maroni è inutile presentarci, ma vista la situazione mi attendo una presenza alta del Governo. Questo non esclude i disagi, gli aerei sono fermi, Alitalia dice il contrario ma andiamo verso il blocco totale della flotta e ci vogliono almeno due giorni per rimetterla in sesto».