Azienda italiana aiuta Assad a spiare i cittadini

Quando la tecnologia serve i tiranni: la "Area Spa" di Varese gestisce il 70% delle intercettazioni legali nel nostro Paese. In Siria sorveglierà le e-mail. Il contratto è stato siglato prima dell'inizio della rivolta. L'impresa non rilascia commenti

La Siria è scossa da mesi di proteste represse nel sangue (3000 morti) ed il regime di Damasco si affida ad una società italiana per intercettare la posta elettronica dell'intero Paese. Lo rivela Bloomberg news, l'agenzia di stampa specializzata in notizie economiche, con una dettagliata inchiesta. La società chiamata in causa, Area spa, assieme a poche altre gestiva il 70% del mercato relativo alle intercettazioni autorizzate in Italia.

«Personale dell'Area spa sta installando il sistema (di intercettazione nda) sotto il controllo di agenti della sicurezza siriana» scrive Bloomberg citando una gola profonda che conosce il progetto. Gli specialisti italiani avrebbero affittato un appartamento con tre stanze da letto in una zona residenziale alle porte di Damasco. Il sistema sarebbe già stato montato in un palazzo della compagnia telefonica siriana alle porte della capitale. Una volta a regime sarebbe in grado di intercettare qualsiasi messaggio di posta elettronica nel Paese o in arrivo dall'estero. Secondo le fonti di Bloomberg, gli italiani formeranno i tecnici siriani nell'utilizzo del sistema.

Non solo: la tecnologia fornita da Area spa comprende apparecchiature di una compagnia americana, oltre che due società in Francia e Germania. Il contratto con Damasco è stato firmato nel 2009, ben prima dell'inizio delle manifestazioni contro il regime iniziate anche grazie ad internet e alla posta elettronica. Secondo Bloomberg news, che è in possesso di documenti sull'affare, i computer e l'attrezzatura necessaria sono arrivati al porto siriano di Latakia lo scorso febbraio. La gente ha cominciato a scendere in piazza contro il regime a metà marzo.

Il Giornale ha chiamato la sede della società in provincia di Varese, ma la risposta è stata «no comment». L'amministratore delegato, Andrea Formenti, aveva però specificato all'agenzia Bloomberg che Area rispetta tutte le leggi e le norme per l'esportazione. Poi ha osservato che «la vendita di un sistema di intercettazione legale è un processo lungo e la situazione sul terreno si evolve rapidamente», facendo riferimento alla parabola libica di Gheddafi.
Area spa, assieme a poche altre società, gestiva nel 2008 il 70% del mercato relativo alle intercettazioni telefoniche ed ambientali, legalmente autorizzate dalle procure, in Italia. Lo stesso anno Formenti e altri due amministratori delegati avevano reso noto una lettera/ultimatum al ministero della Giustizia in cui chiedevano che venisse saldato il pregresso di 140 milioni di euro per il loro lavoro. Sul sito di Area si legge che sono stati installati in giro per il mondo oltre 300 sistemi dell'azienda.

Nulla di nuovo sotto il sole: in Irak furono i francesi a fornire a Saddam Hussein la tecnologia e i codici per intercettare i telefoni satellitari americani. In Libia, dopo la caduta di Gheddafi, si è scoperto che società di Parigi, ma pure inglesi, spagnole e belghe avevano venduto a Gheddafi sistemi di intercettazione per linee fisse, telefonini, internet e comunicazioni satellitari. Non a caso grosse compagnie occidentali hanno mandato in Libia squadre speciali nel tentativo di recuperare i documenti o distruggere le prove fisiche degli affari più imbarazzanti.
L'Europa ha imposto sanzioni su visti e beni dei gerarchi del regime siriano, sul petrolio e sulle armi, ma non ancora su apparecchiature per le intercettazioni legali. Per questo motivo gli italiani potranno continuare a lavorare con il regime di Damasco.
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