Le aziende del Dragone ci credono: «Faremo cento assunzioni a Milano»

Raggiungere il 100% della popolazione lombarda con la banda larga entro il 2012. Connettersi a internet e trovare campo per telefonare con il cellulare anche ad alta quota non sarà più (almeno questo è l’obiettivo) un'impresa impossibile. E almeno il 50% del territorio potrà contare su banda larga ultraveloce. Poiché «l’accesso a internet è fondamentale per la competitività di ogni grande regione», assicura il governatore Roberto Formigoni che la Lombardia cercherà di renderlo in meno di due anni un diritto per tutti. Per accelerare potrà contare anche su Huawai, leader nel mondo dell’hi-tech, che ieri il presidente ha visitato nel corso della missione istituzionale in Cina e che ha garantito dopo Segrate l’apertura di una secondo centro di ricerca milanese, a Lorenteggio, che porterà entro sei mesi ad assumere 100 nuovi ricercatori sul territorio, incrementando del 30% il personale. Huawai, che in Italia fornisce servizi per tutti i principali operatori (Vodafone, Telecom, Wind) ha annunciato a Formigoni il piano di investimenti sulla banda larga e userà anche giovani studenti delle università lombarde, visto che sta per lanciare finanziamenti per borse di studio per i giovani del Politecnico e dell’Università di Pavia, che potranno svolgere stage di lavoro nelle sedi italiane o in Cina. Tornano alla mente le parole di Sergio Marchionne, l’ad della Fiat che ha definito l’Italia un peso per il Lingotto. Formigoni ieri ha visitato la sede di Huawai a Shanghai - 11mila dipendenti, età media 29 anni - nel 2009 premiata come la prima azienda in Cina per la gestione delle risorse umane. Un mondo che sembra girare al contrario, visto che in questo caso è la Cina che sceglie di rafforzare la sua presenza in Italia, e precisamente in Lombardia. «Investire da noi conviene - ribadisce Formigoni - ci sono tante italie come ci sono tante Cine -. Marchionne ha fatto una battuta non banale che meriterebbe di essere approfondita. Il problema dell’Italia è sostenere le punte di eccellenza, che vanno incoraggiate, ed eliminare i baratri che ci sono sul nostro territorio». E «la Cina che siamo venuti a incontrare ha cambiato pelle, dieci anni fa venivamo a stringere rapporti con le aziende manifatturiere che avevano manodopera a basso costo». La delegazione lombarda ha visitato anche il Parco tecnologico di Zhangjiang con oltre 5.800 imprese (di cui il 60 per cento straniere) e il Centro europeo per l’innovazione e la creatività. Con la lettera di intenti «a tre» firmata ieri, le aziende lombarde che vorranno fare ricerca a fianco del centro potranno avere vantaggi, come il totale azzeramento delle imposte per i primi due anni e lo sconto del 50% per il terzo e quarto anno.
ChiCa