Le aziende sfrattate trovano posto

Sta per finire l’incubo delle aziende di Sampierdarena sfrattate per far posto ai lavori di ristrutturazione integrale del «nodo» di San Benigno: il Comune ha individuato una soluzione che consente di ricollocare le imprese in una porzione, circa il 30 per cento, degli spazi ricavati nell’edificio che ospitava la concessionaria Unimar di via Dino Col ed è stato trasformato in polo commerciale. «Dobbiamo dare atto all’assessore Mario Margini di essersi assunto il compito, non facile, di trovare un esito soddisfacente a una questione vitale per la sopravvivenza di diverse imprese e di decine di posti di lavoro - spiega Fabio Costa, presidente del Comitato che si era costituito per difendere gli interessi delle aziende interessate -. Ci siamo battuti per anni, trovando solo ostacoli che parevano insormontabili. Eravamo d’accordo per andare via, ma non potevamo neanche accettare le destinazioni proposte, tutte a nostro carico e troppo lontane dall’attuale zona di insediamento. L’alternativa - aggiunge Costa - sarebbe stata quella di cessare l’attività e licenziare i dipendenti». Dopo lunghe trattative, tenui speranze e cocenti delusioni, ricorsi alla magistratura - «e spese notevoli, sostenute dai componenti del comitato», insiste il presidente - l’assessore comunale al Lavoro e allo Sviluppo economico ha preso in mano la questione con la precisa determinazione di risolverla: «Eravamo agli sgoccioli - ammette Costa, che è anche consigliere di Forza Italia nella circoscrizione di Sampierdarena -, la volontà di lottare era rimasta intatta, ma la speranza di proseguire con l’attività delle aziende in attesa di trovare una via d’uscita si era ridotta al lumicino. Tutto questo anche perché - insiste l’imprenditore - sul nostro cammino abbiamo trovato ostacoli imprevisti, fra cui la presa di distanza dei alcuni colleghi di partito che, anche di recente, quando si è prospettata una soluzione favorevole, hanno manifestato perplessità sulle ragioni delle nostre istanze. Ma ora non è il momento di recriminare - conclude Costa -. L’importante è vedere la fine del tunnel. Che significa produzione e posti di lavoro. Ed è questo che conta».