Per Azimut 2005 in crescita

Giuliani: «Entro cinque anni raddoppio del gruppo». I progetti su Az Investimenti

Massimo Restelli

nostro inviato a San Pietroburgo

Il mercato bussa alla porta di Azimut che conta di archiviare dicembre con risultati in crescita. Mentre festeggiava il primo anno di quotazione in Piazza Affari l’amministratore delegato Pietro Giuliani ha ammesso di essere stato corteggiato da qualche imprenditore e gruppo finanziario, non solo italiano, interessato a diventare socio stabile della sua creatura. Magari prendendo posto in Timone: la fiduciaria cui fa capo il 23,7% del capitale suddiviso tra lo stesso Giuliani e circa 800 promotori. Per ora, tuttavia, si tratta di poco più di un abboccamento anche perché Azimut, che a settembre sposterà il proprio quartier generale a Brera nel palazzo prima occupato dalla casa editrice Universo, intende rimanere indipendente.
Il ruolino di marcia prevede infatti la crescita per linee interne, il titolo ha guadagnato il 28,4% dal collocamento, e il rilancio di Aletti Invest Sim. La rete, acquistata per 12 milioni dalla Banca Popolare di Verona e ora ribattezzata Az Investimenti Sim nell’intento di prevenire la tendenza del mercato con prodotti multimarca. «Nell’arco di 3-5 anni - ha detto Giuliani - Az Investimenti dovrebbe assumere una forza d’urto simile a quella di Azimut, raddoppiando pertanto le dimensioni dell’intero gruppo (915 promotori e 10,1 miliardi di patrimonio)». Azimut, che a giugno ha registrato una raccolta di 1,2 miliardi rispetto ai 7,8 miliardi di rosso accusati dal settore, ha intanto registrato positivi segnali anche dal fondo speculativo Aliseo (nel primo mese di vita il patrimonio è pari a 25 milioni). Simile la tendenza di Az-Life, in utile da inizio anno, la compagnia assicurativa che Giuliani potrebbe far crescere anche grazie alla collaborazione con un partner ad hoc. Intanto, entro fine anno il gruppo prenderà una decisione sul vecchio progetto di sviluppare una banca al proprio interno, eventualmente partendo dall’attuale accordo commerciale con il Credito Valtellinese.
Giuliani ha colto l’occasione del compleanno borsistico di Azimut per lanciare una sfida all’intero settore del risparmio gestito italiano. «Il 90% dei fondi rende oggi meno dei Bot - ha incalzato Giuliani, ricordando i periodici studi di Mediobanca - ma questo assorbe maggiore ricchezza di quanta non sia stata distrutta in casi limite come Parmalat». Ne consegue un «danno» per il Paese e la necessità di compilare una sorta di «Quattroruote del settore» che dia modo al risparmiatore di confrontare i diversi prodotti in modo univoco, ha chiosato Giuliani, proponendo di utilizzare la performance media ponderata. Il parametro che, nel caso di Azimut, dal giugno 2004 allo stesso mese del 2005 si è attestato al 7,63% contro il 4,26% del mercato.