Con Azimut trasparenza e innovazione

Come è riuscita Azimut, in questi mesi sicuramente difficili per il mercato, a continuare a crescere e ad avere risultati positivi (nel mese di maggio la raccolta gestita è stata di 10 milioni)?
«Il progetto Azimut - spiega il co-amministratore delegato e cfo del gruppo, Marco Malcontenti - è un “sogno” divenuto realtà in cui un gruppo di manager e di promotori finanziari hanno saputo creare un modello unico e vincente che non ha eguali nel panorama europeo. Il segreto della società sono, quindi, innanzitutto gli uomini che ci lavorano che hanno deciso di credere in qualcosa che va oltre i soldi e i riconoscimenti. Crediamo veramente, e a oggi i risultati lo dimostrano (abbiamo offerto ai clienti una performance media ponderata sui 10 anni di circa l’1,7 annuo superiore ai Bot al netto di costi e fiscalità), di poter sviluppare una realtà diversa da tutte le altre in cui gli interessi della rete distributiva e quelli dei clienti sono allineati in un orizzonte di lungo termine. Tutti gli ottimi risultati raggiunti sono da sempre ottenuti con una gestione trasparente senza l’utilizzo di strumenti poco chiari o ingannevoli per il cliente».
Dottor Malcontenti, come pensate di muovervi per ottenere risultati simili anche in futuro?
«Innovazione e crescita. Sono queste le nostre linee guida per il futuro. Vogliamo essere sempre di più il punto di riferimento nel risparmio gestito e nel private banking in Italia continuando a rappresentare il luogo ideale dove svolgere al meglio la professione sia per i promotori finanziari che per i gestori. Qualità delle performance, formazione e reclutamento di professionisti di qualità, comunicazione chiara al mercato del nostro modello e dei nostri risultati e sviluppo estero sono alcune delle nostre linee di crescita future. Come abbiamo sempre dimostrato, nei fondi con il lancio dei prodotti flessibili dieci anni prima dell’industria, con il modello distributivo basato sulla compartecipazione di colleghi alla gestione del gruppo, con l’indipendenza alla base di tutti i nostri valori, vogliamo continuare a innovare in modo diverso ed efficace per i clienti, i promotori, i dipendenti e gli azionisti».
A proposito di reclutamento, all’inizio dell’anno Azimut aveva annunciato nuovi ingressi nelle sue reti, qual è il bilancio di questo progetto dopo sei mesi?
«I promotori finanziari, insieme ai gestori, sono al centro del nostro modello essendo anche coinvolti in qualità di azionisti della società. E la stabilità e la continuità dei nostri risultati che oggi vedono oltre 150mila clienti con circa 15 miliardi di masse in gestione, ne sono la conferma. Grazie anche al forte appeal del nostro gruppo, sono entrati nei primi 3 mesi dell’anno, nelle 2 reti, Azimut Consulenza e Az Investimenti, 41 promotori finanziari di elevato standing. I nuovi servizi di alto private banking e family office in corso di definizione con la joint venture con Tamburi e il nuovo piano di incentivazione delle reti appena lanciato dedicato ai nuovi colleghi, rappresentano ulteriori fattori distintivi sul mercato».