Azioni Fiat senza freni, arriva il piano

Il vicepresidente Elkann: «Siamo felici». Vitali (Fim): «Ora certi che Marchionne resterà a Torino»

Pierluigi Bonora

da Milano

Oggi a Valenciennes, in Francia, per rinnovare con il Gruppo Psa la cooperazione sui furgoni leggeri (Fiat Scudo, Peugeot Expert e Citroën Jumper); domani e giovedì a Torino per illustrare a comunità finanziaria, sindacati e giornalisti piani e prospettive della Fiat al 2010; lunedì ancora nel capoluogo piemontese per il faccia a faccia, durante l’assemblea dell’Anfia, con il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi. Al rientro dalla Cina, dove ha siglato con il colosso locale Chery un memorandum d’intesa sulla fornitura di motori, il tour de force di Sergio Marchionne continua. E nell’attesa delle stime che l’amministratore delegato del Lingotto snocciolerà tra domani e giovedì, il titolo torinese punta ora ad abbattere la soglia di 15 euro. Ieri in Borsa le azioni Fiat sono cresciute del 2,8% a 14,8 euro, ai massimi dalla primavera 2002. A passare di mano sono stati oltre 26,5 milioni di titoli, pari al 2,4% del capitale ordinario. Insieme a Fiat, positive sono risultate anche le due holding di casa Agnelli: Ifi (più 1,89% a 22,68 euro) e Ifil (più 0,45% a 6,25 euro). «Ci aspettiamo dati migliorativi; finora tutte le stime sono state rispettate», afferma una fonte vicina al Lingotto.
«Siamo felici e molto fiduciosi», ha commentato ieri il vicepresidente della Fiat, John Elkann, il quale ha anche aggiunto di essere soddisfatto per i conti trimestrali recentemente approvati dal consiglio di amministrazione. Intanto, a conferma delle recenti dichiarazioni di Marchionne secondo cui per le azioni torinesi ci sono ancora spazi di crescita, la banca tedesca Dresdner ha avviato la copertura di Fiat a «buy» e un target price di 16,30 euro. La stessa Dresdner sostiene di prevedere una crescita dell’utile operativo del 90% per il 2006 e del 41% per il 2007, trainata soprattutto da Fiat Auto, Iveco e dalla controllata americana Cnh. Stando così le cose, viste le recenti proiezioni di Marchionne e sull’onda di un mercato che continua a premiare le vetture italiane (in Germania - sono dati di ieri - le marche Fiat e Lancia sono avanzate in ottobre rispettivamente del 13,6 e dell’1,4%) la strada per il ritorno al dividendo è spalancata. «Il fatto che Marchionne presenterà le stime fino al 2010 - spiega al Giornale il segretario nazionale della Fim-Cisl, Bruno Vitali - suona come garanzia della sua permanenza ai vertici della Fiat anche nei prossimi anni. Qualche dubbio, non lo nascondo, era circolato negli ambienti sindacali visto che le ultime stime non andavano oltre il 2007. Siamo curiosi di conoscere i nuovi modelli nel cassetto e, in particolare, come l’azienda rilancerà l’Alfa Romeo. Altri temi importanti riguardano la scelta dei siti in cui i nuovi modelli saranno prodotti, il modo con cui Marchionne ristrutturerà Cnh e Comau, ma anche la strategia che permetterà a Iveco di guadagnare di più».
Oggi, intanto, il top manager della Fiat si presenterà davanti al rivale-amico Jean-Martin Folz, presidente dimissionario di Psa Peugeot Citroën, in una posizione di forza rispetto al recente passato. A parlare sono i dati di bilancio e le quote di mercato in Europa. Psa ha infatti lanciato il quarto «profit warning» dell’anno e un piano di riduzione di costi che prevede 10mila tagli. Da gennaio i francesi hanno visto le vendite scendere del 3,6% e confidano di invertire la tendenza con le ultime novità: Peugeot 207 e Citroën C4 Picasso.