Azioni, fondi e bond Nervi saldi e nessuna fretta di vendere

Borsa, mantenere i nervi saldi
Il virus dei mutui subprime, quelli ad alto rischio perché concessi a risparmiatori scarsamente affidabili, ha provocato una corsa a vendere, ma gli operatori di Borsa sanno che nei momenti di crisi la parola d'ordine è: mantenere la calma. In pratica, riflettere bene prima di gettare sul mercato le proprie azioni a qualsiasi prezzo. L’esperienza insegna che, dopo qualche giornata nera, le Borse di norma rimbalzano e i risparmiatori potrebbero scoprire di essersi mossi con troppa fretta. Oltre al fatto di seguire un’ottica di medio termine, un caposaldo razionale resta quello di valutare, possibilmente con l’aiuto di un consulente esperto, le prospettive industriali delle singole società di cui si posseggono le azioni. Per qualche tempo i mercati avranno con ogni probabilità un atteggiamento nervoso, scomposto: tra questi strappi potrebbe fare capolino anche qualche buona occasione ma il rischio sarà elevato. Quanti non sono disposti a farvi fronte, è consigliabile che orientino diversamente le risorse.
Più protetti con i fondi
Il mondo del risparmio gestito è paragonabile, per l’ampiezza dell’offerta, a un supermarket con prodotti per ogni esigenza. La ricaduta di quanto sta accadendo nelle Borse mondiali dipende, quindi, da quale strumento si è deciso di mettere nel proprio «carrello della spesa». In generale, tuttavia, visto che sono costruiti con un Dna improntato sul lungo termine e sulla diversificazione, i fondi dovrebbero essere in grado di assorbire gli attuali ribassi nell’arco di qualche tempo. Naturalmente, anche in questo caso come per le Borse, occorrerà calcolare prima quale sarà la reale ricaduta dello scoppio dei mutui subprime sul settore immobiliare Usa e sull’economia in generale. Variabili da cui dipenderanno le stesse scelte della Federal Reserve e a ruota della Banca Centrale Europea. Cui si aggiunge, trattandosi di fondi, l’incognita della bravura del gestore a cui si è affidato i propri risparmi. A questo proposito un discrimine potrebbe essere orientarsi sulle Società di gestione del risparmio (Sgr) che hanno fatto meglio nel passato.
La «sirena» del reddito fisso
Quando la tensione dei mercati aumenta il rischio di investire nelle azioni, si moltiplicano gli estimatori dei titoli di Stato: i Bot e i Cct, i «forzieri» dove fino a qualche anno fa gli italiani immobilizzavano gran parte del proprio capitale. Ieri i rendimenti apparivano in aumento ma va detto che il reddito fisso, in una situazione come l’attuale in cui l’inflazione è tenuta sotto controllo, è meno attraente che in passato. In pratica, i titoli di Stato possono essere un’alternativa per quanti, pur di «sterilizzare» il rischio inscindibile dai titoli azionari, sono pronti a rinunciare a prospettive di rendimenti elevati. Anche nel reddito fisso nella scelta tra prodotti indicizzati e a cedola fissa, va poi considerata la variabile dei tassi di interesse.
Mutui alla prova del tasso variabile
Secondo gli esperti le difficoltà d’Oltreoceano sui mutui subprime dovrebbero avere scarse ripercussioni sul sistema bancario italiano ed europeo in genere. Rimane, tuttavia, la scommessa se la Fed muterà il proprio atteggiamento invertendo, nel caso la crisi divenga strutturale, la severa politica monetaria finora adottata iniziando a ridurre il costo del denaro. Decisioni con cui dovrà confrontarsi anche la Bce che tuttavia al momento mantiene la prospettiva di un’ulteriore stretta a settembre, con ricadute dirette sui mutui a tasso variabile che diverrebbero più onerosi.