Azouz in cella: ospitava un cugino pregiudicato

Nuovi guai per il tunisino di Erba: revocati gli arresti domiciliari che gli erano stati concessi dopo l'arresto per traffico di droga

Como - Senza pace le ultime settimane in Italia per Azouz Marzouk: il tunisino marito di Raffaella Castagna e padre del piccolo Youssef, due delle quattro vittime della strage di Erba, si è visto revocare gli arresti domiciliari e torna in prigione. In quello stesso carcere di Vigevano che lo aveva ospitato per due mesi dal primo dicembre dello scorso anno, quando vi finì dentro per l’inchiesta sui traffici di droga scoperti dalla guardia di Finanza e per i quali ha deciso di patteggiare 13 mesi e l’espulsione dall’Italia. Questa volta a farlo finire dietro le sbarre (per la terza volta da quando è arrivato in Italia) il fatto di aver violato gli arresti domiciliari non facendosi trovare a casa negli orari prestabiliti ma anche la colpa di aver ospitato a casa, per 15-20 giorni, sempre durante il periodo dei domiciliari un cugino con precedenti penali, Handi Mohamed Alì, che è stato poi arrestato, trasferito al Cpt di Torino e da lì espulso in Tunisia.

Ieri i carabinieri di Lecco, su disposizione del sostituto Massimo Astori della procura di Como -lo stesso che lo indaga per droga e che rappresenta la pubblica accusa al processo in Corte d’Assise contro i coniugi Olindo Romano e Rosa Bazzi, accusati di avergli sterminato la famiglia- si sono presentati nel bilocale di via Trieste dov’era ai domiciliari, a Lecco, notificandogli l’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Delusione e amarezza è stata espressa dall’avvocato difensore, Roberto Tropenscovino: «Ho saputo del provvedimento direttamente da lui mentre ero nel mio studio», ha spiegato, «sono amareggiato e deluso. Con tutto quello che ho fatto per ottenere la scarcerazione e per difenderlo davanti all’opinione pubblica. Tutti i miei moniti non sono serviti a nulla. Di certo dovrà pagare anche questo ennesimo errore nella sua vita.