Azouz, la procura è pronta a patteggiare ma vuole l'espulsione

La procura di Como è pronta a patteggiare con Azouz Marzouk, ma pone drastiche
condizioni: una pena superiore a quella proposta e l'immediata espulsione con accompagnamento coatto in aeroporto

Como - La procura di Como è pronta a patteggiare con Azouz Marzouk, ma pone drastiche condizioni: una pena superiore a quella proposta e immediata espulsione dal territorio italiano con accompagnamento coatto in aeroporto per il rimpatrio in Tunisia. È quanto emerge dall’attenta lettura del parere contrario agli arresti domiciliari espresso dal sostituto procuratore Massimo Astori, titolare dell’inchiesta sul traffico di droga scoperto dalla Guardia di Finanza di Erba e che la notte del primo dicembre scorso portò in carcere non solo il 27enne tunisino vedovo della strage di Erba, ma anche diversi suoi parenti e amici. Per Marzouk, che ha ottenuto dal Gip Luciano Storaci, i domiciliari in un bilocale di via Trento a Lecco, si apre uno scenario difficile.

Due le strade percorribili: scegliere le condizioni poste dal magistrato e chiudere subito con la sua permanenza in Italia, oppure farsi rinviare a giudizio con il rischio di vedersi infliggere una condanna più pesante, dovendo anche rinunciare ai benefici previsti dai riti alternativi come il patteggiamento e, comunque senza riuscire ad evitare l’espulsione. Per ora i suoi avvocati, Roberto Tropenscovino e Ruggero Panzeri di Lecco stanno riflettendo sul da farsi e non hanno ancora dato una risposta.