Gli aztechi più preziosi delle acciughe

(...) Non impossibile, è vero, uno su mille ce la fa. Ma gli altri 999 fanno i conti con le ferree regole del parco marino delle Cinque Terre. Ieri Francesco Bruzzone, capogruppo della Lega Nord in Regione, ha chiesto alla giunta di fare qualcosa, di rendere meno rigidi i divieti, altrimenti si rischia di fare quel che accade in altre località: che le acciughe si fanno arrivare dalla Spagna, si salano in loco e poi si rivendono come prodotto ligure. Con buona pace dei puristi del palato. La risposta dell’assessore all’Ambiente Franco Zunino? La Regione non ha competenza in materia di parchi e comunque oggi le acciughe salate di Monterosso sono tutte di origine ligure. Come dire, pazienza, speriamo non succeda quanto previsto.
La Regione invece ha competenza, e lo dimostra il dibattito di ieri, sulla valorizzazione del popolo azteco e dell’impero dei Maya. Matteo Rosso, consigliere di Forza Italia, aveva già sottoposto ai lettori del Giornale quella delibera che stanziava quasi 200mila euro per aderire alle iniziative in programma. L’assessore Enrico Vesco ieri gli ha risposto ribadendo il valore di quelle giornate di studio e di sostegno. Anzi, ha voluto assumersi merito e responsabilità di quella scelta. Il tutto mentre Rosso faceva sommessamente presente che, al di là dell’interesse dei liguri per la problematica, il popolo azteco è noto anche per aver praticato il cannibalismo e per riti con sacrifici umani, al punto da uccidere 84.400 prigionieri in 4 giorni. Ma operavano, d’altra parte, in un territorio che non era protetto da un parco nazionale.