Azzurre col brivido nella coppa senza rivali

Nel tennis, come nella vita, le donne sanno fare gruppo. È questa insomma la solita morale impartita a noi maschietti dalla Fed Cup, la coppa Davis in gonnella che non ha fatto altro che sbatterci in faccia la verità. E soprattutto lo ha fatto ai nostri tennisti.
A San Diego Schiavone (malgrado l’irriconoscibile prova di ieri, battuta 6-3/6-1 dalla 19enne Melanie Oudin, n. 67 al mondo) e Pennetta hanno praticamente confezionato già nella prima giornata della sfida contro gli Usa il terzo trionfo in cinque anni, secondo consecutivo contro le americane, arrivate ancora una volta senza le sorelle Williams. Dunque se la vittoria contro le minori Vandenweghe, Oudin e Mattek-Sands era preventivata, se non erano previsti tracolli nella tarda serata di ieri (che comunque ci sono stati, con Francesca che ha fatto le peggior partita della sua carriera facendo tremare l’intera squadra azzurra), è giusto comunque celebrare come merita una stagione che ha messo in mano alla Schiavone la coppa del Roland Garros ed è culminata appunto nell’ennesima sfida di squadra.
Dopodiché, discorsi di prammatica a parte, è altrettanto doveroso rilevare che l’abbonamento nazionale alla finale Fed Cup (anche nei due anni precedenti in cui non hanno vinto, le nostre sono arrivate in finale) non sposta più di tanto i termini del discorso che riguarda il nostro tennis. Ovvero: le ragazze restano fantastiche, i tennisti nella norma (tendente al basso).
In pratica: facciamo un monumento a Francesca e Flavia (e anche alle compagne di squadra Vinci e Errani), che hanno saputo sfruttare il buco generazionale delle donne con le racchette per arrivare là dove nessuno era mai giunto prima. Se pensiamo che la numero uno al mondo, la danese Caroline Wozniacki, non ha mai vinto un titolo dello Slam, la fotografia è fatta. Brave ragazze, in pratica, che con sacrificio e passione hanno sfruttato il momento e meritano la copertina. Però - bisogna dirlo - la Fed Cup resta una gara a sole otto squadre che di solito, tranne noi, schierano formazioni di serie B. Così come la Coppa Davis resta la competizione simbolo del nostro tennis maschile, e infatti lì in serie B ci siamo da tempo.
Soluzioni? Godiamoci le nostre tenniste in attesa magari che compaiano all’orizzonte degli Schiavoni e dei Pennetti. O anche un ct stile Barazzutti Fed Cup: quello di Coppa Davis - non si offenda ma è la realtà - ha le stesse sembianze ma non gli è pari. Forse perché la vera impresa sarebbe riuscire a fare squadra anche con gli uomini.