Gli azzurri autoconvocati detronizzano Casale e incoronano Ottonello

Infuocata assemblea della base di Forza Italia che si ribella ai vertici del partito e propone come nuovo coordinatore l’attuale presidente della circoscrizione Medio Levante

Francesco Gambaro

E venne il giorno dello strappo tra la base di Forza Italia e i vertici del partito. Sotto accusa finisce l'operato del coordinatore metropolitano Giuseppe Casale, il cui nome è riecheggiato a lungo l'altra sera nell'incontro «clandestino» organizzato dalla coordinatrice genovese di Azzurro Donna, Alba Viani. Al grido di «Forza Italia a Genova è in stato comatoso, ci vuole una guida nuova» si sono autoconvocati cinquanta tra simpatizzanti e iscritti, alcuni consiglieri di circoscrizione e il presidente del parlamentino Medio-Levante, Pasquale Ottonello. Al termine della serata quest'ultimo si è ufficialmente candidato a sostituire il professor Casale nella guida del partito a Genova.
Ma andiamo con ordine. Nella notte dei lunghi coltelli è stata Alba Viani la prima ad affondare la lama. «Dopo il congresso dell'anno scorso, il nostro partito di fatto ha chiuso i battenti. Da quel momento si è fermato tutto. Non c'è stata più un'iniziativa, tranne quelle organizzate dai seniores e dalle donne azzurre. Oggi Forza Italia a Genova è in coma irreversibile». Basta così? Non basta no. La Viani è un fiume in piena: «Non esiste un collegamento tra il partito e la realtà cittadina. Nessuno all'interno del coordinamento ha preso contatti con la società civile e i soggetti istituzionali. La preoccupazione in vista dei prossimi appuntamenti elettorali è molto grande. Come grande è il malumore che serpeggia tra i militanti. Di questo passo vedremo Forza Italia andare sempre più giù». La coordinatrice metropolitana di Azzurro Donna ricorda l'impegno preso recentemente da Enrico Nan e Alfredo Biondi di rinnovare il partito. «Questo è quanto hanno promesso durante l'assemblea regionale all'Ac Hotel», ricorda Alba Viani. Alle 21.37 prende la parola Pasquale Ottonello. «Sarò breve», promette. Parlerà per venticinque minuti di fila. Parole pesanti come pietre. In sintesi: «A Genova non è stata mai fatta un'analisi vera e sincera dei risultati elettorali. Il partito qui sta morendo. Occorre cambiare gruppo dirigente e trovarne uno che sia in grado di aggiornare il programma politico per la città». Un attimo di pausa. Prima di autocandidarsi. «Io penso di avere le caratteristiche per far tornare a respirare Forza Italia». Ottonello rivela che sia Enrico Nan sia Alfredo Biondi sono stati già messi al corrente della sua disponibilità a prendere le redini del partito. «Il tempo stringe», insiste il presidente del parlamentino. Gli appuntamenti politici del 2006 e del 2007 sono ormai alle porte. «Dobbiamo riprenderci la circoscrizione del Levante e tenerci quella del Medio Levante», scandisce Ottonello. Che ha una ricetta anche per Palazzo Tursi. «Se non abbiamo un candidato sindaco in grado di vincere, allora tanto vale investire su un giovane». Dai banchi dell'assemblea una militante azzurra gli chiede: «E Casale dove lo mettiamo?». «Casale forse pensava di fare una passeggiata come all'Università, anche se la colpa non è sua», rivela Ottonello. Brusii dal fondo.
Si alza Francesco Cardamone. «Il professor Casale non è un politico. Questo non è il suo mestiere. È meglio che lasci». Parte un applauso. Resta il tempo per approvare una proposta-documento che verrà inviata nei prossimi giorni all'attenzione di Bondi e di tutti i parlamentari genovesi. Nella lettera si chiede di «individuare le modalità politiche straordinarie per dare a Forza Italia una nuova guida, così come sostenuto e condiviso da Nan e Biondi in occasione dell'assemblea regionale dell'11 giugno». Per dirla con le parole di Ottonello: «Se c'è la volontà politica di rinnovare la struttura genovese, poi i metodi si trovano». Ieri la replica dell’«imputato»: «Se si trova la persona che abbia volontà, tempo e entusiasmo - dichiara Casale -, e sul quale far convergere gli interessi di una base ampia, sarei contento di farmi da parte. Ottonello ha la forza e l’energia del politico, ma ci sono componenti di Forza Italia che potrebbero non condividere la sua candidatura».