Azzurri d’oro: ora sono una squadra da 250 milioni

Crolla il valore di stelle come Ballack e Adriano. Crescono solo Cristiano Ronaldo e Makelele

Riccardo Signori

nostro inviato a Berlino

È una nazionale da 250 milioni di euro. Se qualcuno se la vuol comprare non può spendere di meno. Anzi di più, perché Del Piero, Totti e Peruzzi sono fuori mercato, dunque senza prezzo: per scelta personale o per limiti d’età. In altri tempi, diciamo non più di una decina d’anni fa, il suo valore sarebbe stato vicino al raddoppio, ma ormai solo i russi e Abramovich (il suo Chelsea costa circa 500 milioni di euro, sommando le cifre d’acquisto) hanno portafoglio facile. Un titolo mondiale alza il prezzo e i nostri campioni del mondo potranno mettere la medaglia sul piatto anche nel rinnovo, o nell’allungamento, dei contratti. Storia già vista e vissuta nel 1982. Quel mondiale andò di traverso a Boniperti quando gli juventini lo fecero pesare nel rinnovo contrattuale. Qualcuno poi scontò sul campo. Pablito Rossi non finì più una partita: fu tutto un avanti e indietro dalla panchina. Oggi il calcio italiano ha trovato rivalutazione sul campo e la lista della spesa va adeguata. Il portierone, per tutti Buffon, forse costerà qualcosa in più del preventivabile. Acquistato dalla Juve per 50 milioni di euro, dimezzato il valore per tante ragioni, non ultimo qualche problema extra calcio, ora si è riportato sulla collina dei 30 milioni di euro. Il Milan, che ci ha fatto un pensierino, è avvisato.
Il calcio italiano si è tolto le rughe, il lifting ha fatto bene a Materazzi e Cannavaro, Zambrotta e Gattuso. Pirlo farà morire d’invidia Abramovich che si è preso Ballack per 25 milioni ed ha scoperto di aver esagerato. Se il tedesco vale 25, il nostro ragioniere dovrebbe valere 30: punizioni, corner, assist, gol, il campionario è completo. Il tedesco ha rovinato la sua immagine di mercato e non solo. Pirlo, miglior centrocampista del mondiale, può essere acquistabile per una ventina di milioni, avendo raddoppiato il suo valore d’acquisto nel giro di quest’ultimo mese. Nei parametri di valutazione va considerata anche l’età, sennò Cannavaro potrebbe raggiungere valutazioni stellari: i suoi 33 anni pesano, ma il Real Madrid non potrà pagare meno di 15 milioni di euro. Prima del mondiale avrebbe risparmiato almeno 5 milioni. Vero che Lucarelli è stato acquistato dal San Pietroburgo per 10 milioni di euro, ma certe follie se le possono permettere solo i nuovi ricchi russi. I grandi club d’Europa e le squadre italiane non regalano niente. Fanno pesare il nome e le buone relazioni.
Sorride l’Inter che si è scoperta protagonista in questo mondiale. Che sia cambiata l’aria? Oggi Materazzi vale molto di più, ma forse non se ne andrà. E Grosso, appena acquistato dal Palermo, ha raddoppiato il prezzo di mercato. L’età non sta dalla sua, non è più un ragazzino (29 anni) ma ha dimostrato grande personalità nei momenti determinanti. Il tanto che vale il raddoppio del valore: da 6,5 milioni a quasi 12. Massimo Oddo s’è guadagnato un apprezzamento dal valore sui generis: è stato nominato acconciatore honoris causa dall’associazione di categoria, dopo aver tagliato i capelli a Camoranesi in diretta mondiale. Un altro tipo di mercato, ma in crescita. Giovani e cenerentoli avranno messo buon umore ai loro presidenti, De Rossi non lo avrà fatto perdere alla famiglia Sensi ma ha dimostrato di avere ancora poca maturità: gli basta un niente per perdere la testa. Non si può rovinare tutto con un alzar di gomiti. Inutile imitare Zidane.
E se i nostri salgono, gli altri scendono. Fatta salva la nazionale francese (Vieira vale 15, Trezeguet meno, anche se i gol contano di più), il mappamondo del mercato mette l’indice al ribasso. Qualche talento è crollato, Shevchenko varrà ancora i suoi 30 milioni di euro (sulla parola), ma Adriano ha fatto dispetto pure all’Inter. Forse non a caso, prima di andare in Brasile, ha detto al suo manager: non ascoltare più nessuno, resto a Milano. Bisogna vedere se c’era qualcuno da ascoltare, dopo il fiasco nella Seleçao. Ronaldo, a suon di gol, ha salvato la quotazione, ma difficilmente riuscirà a trovare un amatore.
La cifra di svincolo di Ronaldinho dal Barcellona vale 125 milioni. Quella di Fernando Torres dall’Atletico 90 milioni. Non ce n’è per nessuno. Ma Bug Bunny ora sorriderà meno. Serve rivalutazione sul campo. Cristiano Ronaldo ha strizzato l’occhiolino al Real e fatto di tutto per convincerlo. Conclusione: è stato un mondiale in cui molte stelle sono state a guardare. Ma l’altro Ronaldo è stato una stella filante. Gli azzurri stelle al merito.