Con gli azzurri fa «festa» anche l’Arsenale

A Fiumaretta di Ameglia la Festa Azzurra Regionale sbanca con oltre cinquemila presenze e viaggia spedita verso il Pdl. Locale e nazionale in presa diretta tra le strategie di un partito in fieri e le urgenze, ad esempio, di un Arsenale spezzino da riconvertire. Bandiere con il simbolo Pdl e cannicci a segnare quello spazio al profumo di asado, sgabei, muscoli, vinello ghiacciato e orchestra in bilico tra «azzurra libertà» e tango passionale. Una sagra sui generis che alla settima edizione conferma «radicamento e consolidamento sul territorio di quello che è Forza Italia tant'è che potremmo replicare l'evento durante l'anno» butta lì soddisfatto il coordinatore provinciale giovani Fi Giacomo Giampedrone. Entusiasmo alle stelle, che la fatica la senti poi. Intanto vince l'approccio di squadra con sessanta volontari tutti, un terzo giovani, alle prese con fritture e coperti, che l'impegno si gioca, anche, su dosi e porzioni. Colore a latere, la festa marcia e fa il pienone. Arrivo alla spicciolata, strette di mano: «Siamo sempre più amici ad impegnarci - insiste Andrea Costa, coordinatore provinciale Fi - e la scelta del luogo quest'anno è oltremodo significativa, visto che a maggio andremo al rinnovo di 21 comuni, tra cui Ameglia, il cui attuale sindaco di sinistra, candidato alla Camera alle ultime politiche, s'è visto surclassare da un esponente del Pdl». C'è fermento in questa terra alla «bocca» del Magra, che manca il passo con le spiagge della Versilia. C'è da crescere e ribaltare, «con il Pdl, è questa la continuazione del percorso» ribadisce Costa. Da giovedì a domenica, a giro, sono passati parlamentari, consiglieri regionali, coordinatori di ogni ordine e grado, da Fi, An, Lega, Udc. Con il colpo di reni dello spezzino Luigi Morgillo, vice presidente del consiglio regionale, che attacca: «Questa nostra terra è governata in maniera becera, con l'anomalia che alle amministrative vince il centrosinistra e alle politiche il centrodestra, con 12 punti di distacco. Abbiamo cresciuto una buona classe dirigente, persone che ci hanno messo la faccia in tempi duri. Non cerchiamo uomini e donne della Provvidenza». Alla festa anche l'incursione di Sandro Biasotti che lancia Morgillo come candidato al Parlamento Europeo. Concretezza e voglia di fare, dimostrate anche dal sottosegretario alla Difesa on. Guido Crosetto, invitato con l'on. Lucio Barani a dibattere sul ruolo della Spezia nel sistema di difesa nazionale. Sindacati agguerriti sull'Arsenale, e Crosetto pronto a fare sponda con impegni precisi a partire dall'emendamento a sua firma che consentirebbe la «vendita del patrimonio dimesso della Difesa per reinvestire in accordo con gli enti locali: un modo per valorizzare quello che non serve più». Poi l'urgenza di «fare qui cose che non fanno altrove. Cerchiamo l'eccellenza e ben venga la sinergia tra pubblico e privato». L'Arsenale? «Inutile rivederci a Roma, mi fermerò il tempo necessario per arrivare ad una soluzione». Un passaggio nucleare che il sottosegretario enuncia in maniche di camicia ad un tavolaccio di quella festa di tutti. Mani che si spellano e retorica in archivio, che la piega sembrerebbe quella giusta. Domenica c’è stato il gran finale con i senatori Luigi Grillo e Giorgio Bornacin e il coordinatore nazionale Fi giovani Francesco Pasquali. Con la postilla sulle nuove leve e «quell'impegno giovanile in tutte le fasi della festa che scopre un segnale forte di svolta nell'orientamento politico in una provincia difficile come La Spezia».