Gli azzurri a lezione da Van der Ende

nostro inviato a Duisburg

Tolleranza zero sul gioco duro. È il tema che più preoccupa gli azzurri in un Mondiale che si preannuncia rivoluzionario per la severità della classe arbitrale. Ecco che l’incontro con l’ex fischietto olandese Mario Van der Ende (se lo ricordano i tifosi giallorossi per uno «sfortunato» Roma-Atletico Madrid) diventa momento di confronto e occasione per risolvere tutti i dubbi di un regolamento Fifa un nebuloso in alcuni punti. Ma anche momento di ilarità, quando il dvd preparato dalla commissione Fifa, fa rivedere agli azzurri l’arbitro Byron Moreno e il fallo di Panucci su un giocatore asiatico nel maledetto Italia-Corea di quattro anni fa. Ma anche un episodio analogo nella successiva sfida degli asiatici contro la Spagna, con un rigore non concesso a quest’ultima.
Il gioco duro è l’argomento più dibattuto in poco più di un’ora di incontro, presente anche un arbitro Fifa che svolge funzioni di traduttore. A porre quesiti è più che altro Lippi, ma qualcuno lo pongono anche Totti e Gattuso. Così si parla persino della regola che non permette ai giocatori di indossare catenine e monili in campo, o di ritardo nell’esecuzione dei falli laterali o ancora di simulazioni. I calciatori chiedono quale sarà la reazione degli arbitri quando un giocatore salterà il portiere ma involontariamente cadrà in area.
Lippi chiede informazioni su i rigori. E si crea un malinteso: una traduzione sbagliata e Van der Ende capisce che la richiesta riguarda l’esecuzione del tiro dal dischetto, mentre in realtà il ct vuole delucidazioni sul metro di giudizio in caso di penalty nel contatto tra difensore e attaccante. «Dovremo stare attenti soprattutto nella prima fase, quando i regolamenti saranno applicati al 100 per cento», sottolinea Cannavaro. E anche gli attaccanti non possono essere tranquilli, nonostante l’attenzione al gioco duro potrebbe penalizzare di più i difensori. «Non so se avremo dei vantaggi - dice Alberto Gilardino -. Bisognerà far attenzione nel gioco aereo, noi punte rischieremo anche quando avremo i gomiti alzati».
Nel corso dell’incontro la sorpresa: scorrono le indimenticabili immagini del fischietto ecuadoregno Byron Moreno e dei favori ottenuti dalla Corea in quel Mondiale. Risate miste forse a un po’ d’amarezza. E un commento quasi discolpatorio per i nostri interventi un po’ rudi di capitan Cannavaro (uno che negli ultimi tempi di falli cattivi ne ha mostrato qualcuno di troppo, ndr): «Abbiamo visto nel filmato delle brutte entrate di calciatori non italiani. Evidentemente tutto il mondo è paese». Magra consolazione, da oggi chi sgarra paga. Due gialli consecutivi e il Mondiale è già compromesso. E l’Italia, che sta pagando dazio agli infortuni, non può permettersi altri incidenti di percorso.