«Azzurri maiali». E a Sarzana il Comune finisce in Tribunale

Maiale sarà lei. E il consiglio comunale di Sarzana finisce in Tribunale. La seduta era già infuocata. C’era il consigliere e coordinatore comunale di Forza Italia Andrea Camaiora che alla maggioranza di centrosinistra chiedeva di votare un ordine del giorno bipartisan contro la Finanziaria, che tenesse conto fra l’altro delle pesanti critiche espresse da due diessini doc, il presidente dell’Anci, Giorgio Pagano il sindaco della Spezia, e Giuseppe Pericu il primo cittadino di Genova. Pareva una discussione facile, e invece. L’Unione tutta ha detto no, Ds o non Ds il documento non si vota. Non pago del diniego, proprio il capogruppo dei Ds, Giovanni Destri, impietosa incoerenza dei cognomi, s’è lanciato in una disquisizione eziologica, segnalando che in tempi di vacche magre si scanna il porco più grasso e aggiungendo che Forza Italia dovrebbe saperne qualcosa, «visto che di maiali son piene le vostre fila» o qualcosa di simile.
Camaiora ha fatto un balzo sulla sedia e s’è ritrovato in piedi: «Il consigliere Destri ritiri l’insulto, altrimenti chiederò la nomina di un giurì d’onore». Ma quel dritto di Destri che milita a manca, conscio che il giurì si può chiedere solo per offesa personale, ha replicato così: «Ritiro l’offesa solo per gli azzurri sarzanesi, ma non per il resto di Forza Italia». Adesso Camaiora aspetta i verbali del consiglio comunale, per portarli in Procura allegati a una bella denuncia.
Nel frattempo, sta preparando anche una lettera al prefetto, ma per questione diversa. Nella stessa seduta infatti il segretario di Forza Italia aveva chiesto che il Comune di Sarzana ritirasse la cittadinanza onoraria conferita nel 1981 a Kim Il Sung il dittatore comunista della Corea del Nord. Un gesto simbolico, certo, visto che l’uomo è ormai defunto, ma importante, spiega Camaiora, «perché la storia ha ampiamente dimostrato come questo sanguinario dittatore si sia macchiato dei più efferati delitti, sopprimendo i diritti umani e le libertà fondamentali, uccidendo migliaia di persone innocenti e costringendo il suo popolo a soggiacere ad un regime di miseria, terrore e morte sotto l’egida protettiva dell’Urss» e anche perché «il figlio di questo efferato dittatore, oggi alla guida della Corea del Nord non a seguito di democratiche di elezioni ma per “diritto di discendenza”, preoccupa la comunità internazionale con la terribile minaccia nucleare». Non a caso, secondo l’azzurro, il Comune dopo aver ritirato l’onorificenza dovrebbe «dare comunicazione della decisione all’ambasciata della Corea del Nord in Italia». Macché. Il sindaco Massimo Caleo s’è rifiutato persino di rispondere. Il segretario comunale ha spiegato che è nei suoi diritti, visto che trattasi di questione internazionale che esula dalle competenze del sindaco. «In realtà la mia interrogazione non chiedeva al primo cittadino di pronunciarsi sulla dittatura, ma di revocare la cittadinanza onoraria, e questo è un provvedimento che compete eccome al Comune» ribatte Camaiora. Adesso deciderà il prefetto.