Gli azzurri ritrovano fiducia «È tornato lo spirito del ’94»

Il Cavaliere racconta le sue vacanze: «In Sardegna ho sempre lavorato e non sono mai andato al Billionaire»

nostro inviato

a Gubbio (Perugia)

Tutti in fila davanti alla sala dove sarebbe intervenuto il Cavaliere, con più di mezz’ora di anticipo. Prima una conferenza con un esplosivo Renato Brunetta, capace di animare un dibattito sulle fondazioni d’area. E poi, accolto da un’ovazione, è arrivato l’ospite più atteso, Silvio Berlusconi.
La certezza di una sua partecipazione alla Scuola di formazione di Gubbio si è avuta solo in tarda mattinata. All’ora di pranzo, le indiscrezioni lo davano ancora in Sardegna. Poi – con una puntualità che sembra essere diventata il tratto distintivo di questa nuova fase di Forza Italia – il leader del primo partito italiano si è materializzato, accompagnato da un boato di quella che lui stesso ha definito «la mia seconda famiglia». Che ha ampiamente ripagato con uno show che segnerà una nuova fase per il partito degli azzurri e la fine di un’estate che – come ha detto rimbrottando chi gli diceva «ci manchi» – è stata più di lavoro che di ozi.
«Ho il motore sempre acceso, anche di notte», s’intende «per lavorare». La ricostruzione della sua vacanza è molto diversa da quella emersa dai giornali. «Ho avuto 52 telefonate di media ogni giorno da tutto il mondo, incontri con leader ed ex leader». E poi «non sono mai andato al Billionaire». La visita è stata al ristorante Cipriani, interno alla discoteca, che voleva aiutare a ottenere una licenza per aprire uno spazio dedicato all’italianità su un molo di New York. Progetto fallito – manco a dirlo – per le «richieste insostenibili» dei sindacati locali.
In quell’occasione il Cavaliere racconta di essere stato assalito da centinaia di persone che volevano fare una foto con lui. Ed è andata così anche nella famosa discoteca dove si era recato per accompagnare i figli. Esagerate anche le descrizioni della villa. Mentre a una cosa Berlusconi tiene. Il suo giardino botanico che presto, ha annunciato, si arricchirà grazie a un orto dove saranno raccolte 57 piante medicinali «alle quali per millenni gli uomini hanno affidato la loro salute». Il tutto argomentato con una verve che per chi lo conosce è un segnale preciso: l’inizio di una campagna politica che Berlusconi intende fare in prima linea.
«C’è da augurarsi che questo governo non cada troppo in fretta sennò vinciamo 60 contro 40», ironizza Brunetta, economista ed europarlamentare azzurro. Una «determinazione» accompagnata da «chiarezza su quali sono le priorità», aggiunge il senatore Lucio Malan, che sono calibrate sulla «drammaticità delle decisioni prese da questo governo». E la scelta di puntare sulla Rai? «È una cosa che vedono tutti e tutti capiscono», spiega l’azzurro piemontese. La sintesi la fa il leader degli azzurri siciliani Angelino Alfano: «È lo spirito del 1994, stessa carica, stessa voglia di vincere. E anche la stessa volontà di rivalsa che ha seguito la sconfitta del 1996».
Nessun dubbio nemmeno sul ricorso (sia pur calibrato) alla piazza, auspicato dal leader di Forza Italia. Durante la prima «traversata del deserto», è l’opinione diffusa tra i partecipanti alla scuola di formazione, quella fu la carta vincente. E anche oggi che la Casa delle libertà è tornata all’opposizione, la strada da prendere è questa. Serve, aggiunge Alfano «capacità di rappresentare i ceti che si riconoscono nella Casa delle libertà». E su questo fronte si schiera anche Giulio Tremonti, che di solito non commenta gli interventi («Berlusconi si commenta sempre da solo», ha detto anche ieri). La piazza su certi argomenti va bene. «Lo facemmo anche nel ’96 quando portammo in piazza gli italiani contro la Finanziaria», ricorda l’ex ministro dell’Economia.