Gli azzurri stasera a Belgrado contro la Serbia Prandelli punta sui piccoli: dimenticare Genova

L'Italia in campo con Rossi e Cassano. Il ct Prandelli: "Con la
Serbia sarà lotta dura ma soltanto di calcio". Misure di massima
sicurezza per evitare gli incidenti della gara di andata. Lo stadio sarà un Maracanà infernale

Alla fine almeno Giuseppe Rossi ce l’ha fatta. Se i club di mezza Europa hanno reclamato (e ottenuto) i loro assi acciaccati, il Villarreal sarà l’unica società che dovrà arrendersi. E così in Serbia la Nazionale di Prandelli potrà affidarsi al suo attacco-modello di piccoletti, completato dal Cassano rabbonito dopo il fuoriprogramma di mercoledì a Coverciano (insulti a un cronista e poi le scuse) che potevano costargli la cacciata dal ritiro. «Per me il caso Cassano è chiuso. Il gesto è stato grave e in questo momento non avevamo bisogno di questo, ma Antonio ha anticipato tutti e ha voluto chiedere scusa al giornalista, poi ognuno può fare sue riflessioni», così Prandelli nella conferenza stampa della vigilia a Belgrado.

Sul «Marakanà» incombono i fantasmi della serata di Genova di un anno fa. Sono ancore vive le immagini di Ivan «il Terribile» Bogdanov sulla balaustra del settore dei tifosi serbi di Marassi, che causò la sospensione del match e la successiva assegnazione del 3-0 a tavolino agli azzurri. La Serbia calcistica è sotto osservazione dopo quei disordini del 12 ottobre 2010, dunque qualsiasi incidente in occasione della sfida con l’Italia potrebbe costare sanzioni durissime. Così Federcalcio e polizia, che già avevano bloccato l’accesso ai 150 tifosi italiani in possesso del biglietto acquistato in rete, hanno diffuso un decalogo sulle misure di sicurezza approntate per stasera.

«Dimentichiamo Genova, sarà una partita spettacolo senza incidenti ma anche un match difficile, l’Italia è già qualificata quindi giocherà tranquilla», assicura il serbo dell’Inter Dejan Stankovic. Se la Serbia batte gli azzurri, conquisterà lo spareggio di novembre. Dal canto suo, l’Italia di Prandelli - che non incassa reti da 689’ - va a caccia del record di imbattibilità in un girone di qualificazione (la Nazionale di Cesare Maldini durante il cammino verso Francia ‘98 blindò la porta per 708’).

«Sarà solo una partita di calcio, quello che è successo all’andata è qualcosa di fuori dell’ordinario, che dobbiamo rimuovere. Stavolta non succederà nulla, anche se senza i nostri tifosi sarà molto strano», così il ct che nonostante le assenze (rispetto alla Slovenia ben quattro titolari diversi) cerca un match fatto di personalità. «Voglio una grande prestazione - alza la tensione dei suoi Prandelli - sarà un’Italia di lotta -. In allenamento abbiamo lavorato su un aspetto: la pressione sugli avversari. Mi aspetto di vederlo applicato in campo contro una squadra tra le più forti d’Europa, soprattutto dal punto di vista tecnico».

Difesa inedita e di marca Juve, con il ritorno di Barzagli (l’ultima fu Cipro-Italia nel settembre 2008) che farà coppia al centro con Bonucci e Chiellini spostato a sinistra, come in bianconero. «Sono a disposizione sia di Conte che di Prandelli - così il difensore toscano -. Darò il massimo nella posizione in cui verrò schierato». Marchisio, reduce dalla doppietta al Milan, sostituirà Thiago Motta nel trio di centrocampo, conferma per Montolivo dietro le punte. Con la possibilità, confermata da Prandelli, di vedere Giovinco in corso d’opera. In attesa di vedere l’oriundo Osvaldo («proverà a cogliere l’occasione che gli è capitata per gli infortuni, come spesso avviene nel calcio la sfortuna di qualcuno è la fortuna di altri», sottolinea il ct) a Pescara contro l’Irlanda del Nord. In barba alle polemiche del Carroccio sulla sua convocazione.