Azzurro Donna si candida come «l’altra metà del Pdl»

Stimolano, propongono, criticano, s’incavolano, sorridono e si commuovono. Vivono. Le donne di «Azzurro Donna» e anche tutte le altre che sono ospiti dell’incontro organizzato da Alba Viani, apripista di battaglie politiche e sociali al femminile, mettono il cuore oltre l’ostacolo. Che, per loro, è innanzi tutto la sinistra di lotta e di governo al potere in città, e in particolare il/la sindaco Marta Vincenzi che - c’è da giurarci - si sarà sentita fischiare le orecchie, tante sono le citazioni su di lei nel corso del convegno «E adesso parlano le donne» di ieri pomeriggio al Teatro della Gioventù. Nessuna concessione al femminismo, per carità, anzi, molte critiche al principio e alla pratica delle «quote rosa» che - riconoscono in particolare l’onorevole Gabriella Mondello e Renata Oliveri inaugurando gli interventi - hanno pure avviato un processo virtuoso, ma non possono certo dirsi risolutive agli effetti di una adeguata rappresentanza dell’altra metà del cielo in politica e soprattutto nelle istituzioni.
Le voci che si avvicendano nel dibattito moderato da Ferruccio Repetti insistono su un concetto: le donne, nei partiti e nelle professioni, devono sempre dimostrare «di più», neanche partissero - e in effetti molto spesso partono - ad handicap. Ne sono e ne danno testimonianza Paola Girdinio, preside della facoltà di Ingegneria, e Chiara Soldati, imprenditrice del settore agricolo: entrambe, al di là dei settori specifici, per affermarsi hanno dovuto lottare contro pregiudizi, luoghi comuni, incomprensioni che sembravano appartenere ad altre epoche, e invece esistono e resistono ancora. Analoga esperienza per Nicoletta Viziano, ingegnere, impegnata nell’azienda di famiglia nel campo delle costruzioni, e oggi al vertice dei Giovani industriali genovesi: un cammino in salita, il suo, ha ricordato, «fin da quando ho scoperto che, fra gli aspiranti ingegneri, ero una delle poche persone, quattro in tutto, che venivano dalla frequentazione del liceo classico. Eppure siamo stati proprio noi quattro i primi a laurearci!». E allora si comprende meglio l’itinerario operativo, ma anche sociale e umano che contraddistingue esperienze diverse, accomunate comunque dalla volontà di affermare il merito indipendentemente dall’essere «maschietto o femminuccia». Come riconoscono dal palco Roberto Cassinelli, Giovanni Boitano e Gianfranco Gadolla (presenti col senatore Enrico Musso, Pasquale Ottonello, Mario Bozzi Sentieri e Fabio Costa), e come sottolinea, ancora, la stessa Gabriella Mondello, parlamentare di Forza Italia e coordinatrice ligure di Azzurro Donna, quando cita la «womenomics», il contributo dato delle donne alla crescita e allo sviluppo dell’economia, di cui la Liguria oggi ha estremo bisogno. Le donne devono mantenere la propria personalità - concordano all’unisono l’onorevole Mondello e Renata Oliveri, consigliere provinciale e al vertice dell’Ipi-Istituto per la Promozione Industriale, che per la prima volta ha una donna alla sua guida -, ma non devono cercare di competere in durezza con gli uomini. Né in economia, né in politica, e neppure nelle professioni. In ogni caso - aggiunge fra l’altro Lilli Lauro, consigliere comunale della Lista Biasotti - l’occupazione femminile fa bene all’economia. Ma è sempre la battagliera Lilli Lauro a riprendere un concetto che era già stato introdotto da Alba Viani, già presidente di circoscrizione e dal caporedattore del Giornale Massimiliano Lussana. Un concetto che verrà poi ripreso da Rita Paglia, Patrizia Agrosi, Luigina Mazzarello e Donatella Mascia e riguarda i guasti che l’attuale amministrazione di Palazzo Tursi - che pure ha a capo una donna, l’ex SuperMarta - fa ricadere sulla città, in stretta collaborazione con le giunte provinciali e regionali dello stesso colore. Elenco lungo, quello delle critiche - moschea, degrado urbano, sicurezza, in una parola: malgoverno - che hanno fatto precipitare in coda a livello nazionale il gradimento e l’efficienza degli amministratori genovesi. Tutto il contrario, in fatto di concretezza ed efficienza, di quello che ha lasciato come testimonianza di passione politica e di vita Francesca Montalto, consigliera di Municipio, premiata alla memoria con una targa in chiusura dell’incontro, presenti la figlia e la mamma. Altre quattro targhe ad altrettante liguri che si sono distinte nelle varie professioni sono andate a Franca Brignola, conduttrice e anima di Telegenova, a Orietta Palau Ciurlo, presidente di Mater Matuta, Velia Galati Tessiore, da sempre espressione locale e nazionale della Croce Rossa Italiana, e Maria Vietz, nota attrice del teatro dialettale e custode dei valori del dialetto genovese.