Azzurro nominato come al Grande fratello

Pensava che quella nomina lo avrebbe catapultato di diritto nel Corerat, la commissione per l’assetto del sistema radioteleviosivo, quale rappresentante della Liguria. Invece, così pare, trattavasi di nomina in stile Grande Fratello: «Enrico Cimaschi, lei è stato nominato», cioè tolga il disturbo prego, l’abbiamo eliminata. E dire che lui l’unico requisito richiesto, l’aver fatto parte del Corecom, il Comitato regionale per le Comunicazioni, lo aveva in saccoccia. Si vantava, pure, di avere il gradimento di tutti, non solo di Forza Italia, la sua area di appartenenza, ma anche della giunta regionale. Vedete, l’impegno e la serietà contano ancora qualcosa, diceva sorpreso ma lieto. Macché.
Quando la deliberazione della giunta sul suo nome è arrivata alla Commissione nomine, la maggioranza di centrosinistra ha deciso di scoprire chi fosse questo Cimaschi Enrico. Ohibò, è saltata su la sinistra, questo signore non solo non è dei nostri, ma è pure lo stesso che ha prodotto la legge sugli oratori, uno marchiato centrodestra e dei peggiori, anche, un cattolico. Figurarsi. È stata subito bagarre, tutti a cercare un modo per revocargli la nomina, tanto che la pratica per due volte è stata rinviata dalla Commissione per ulteriori approfondimenti. «Visto che unico compito della Commissione nomine è verificare la corrispondenza tra i criteri stabiliti (il Corecom) e i requisiti in possesso del candidato, perché questo “accanimento” nei confronti di Cimaschi?» si domanda adesso il consigliere Gianni Macchiavello. Che ironizza: «Certo non per il suo lavoro professionale o per essersi distinto al Corecom, ma neanche per il suo impegno nel sociale e nella Chiesa Genovese, né per la sua volontà di rilanciare i cinema parrocchiali o per la fissa di ritenere che per fermare il degrado si debba partire dagli oratori o per la sua attività nel Circolo Il Volano attraverso il quale si vogliono creare situazioni di dialogo e confronto». Ma no, certo. E nemmeno può essere che Cimaschi non ha mai nascosto di riconoscersi nel centro destra, ecco. E allora? Forse, ma è solo un consiglio quello di Macchiavello, la prossima volta la Commissione Nomine nello stabilire i criteri dovrebbe specificare «persona che non abbia idee e convincimenti non condivisibili dalle forze di maggioranza». È lo spoil system, baby.