La Béart nell’inferno familiare e il reality tv del cinico Grant

Tragiche passioni, sete di celebrità e amore spirituale. A spadroneggiare in questo weekend di cinema sono i sentimenti forti, che dalla cupa tragedia di un inferno familiare sconfinano nella satira al vetriolo dei reality televisivi fino a lambire, corpo e anima, l’aura mistica dei santi. Scritto e diretto da Antonello Belluco, interpretato da Jordi Mollà esce in esclusiva al Metropolitan Antonio Guerriero di Dio il primo film ispirato alla vita del santo più popolare e venerato al mondo, Sant’Antonio. Un poker d’attrici precipitate in un girone infernale nella Parigi d’oggi. Magistralmente dirette da Danis Tanovic, Emmanuelle Béart, Karin Viard, Marie Gillain e Carole Bouquet sono le infiammate protagoniste di L’Enfer cupo thriller dell’anima sceneggiato sulla scorta della trilogia kieslowskiana Il paradiso, l’inferno e il purgatorio. Desiderio, assenza, mancanza d’amore, voglia di famiglia, paternità, tradimento, bugie e suicidio, sono i temi di un film ipnotico che talvolta mostra, a volte suggerisce, il dramma di tre sorelle cresciute l’una distante dall’altra covando un tragico segreto. La sconcertante rivelazione di uno sconosciuto (Guillaume Canet) a una delle tre contribuirà a rimuovere un infamante evento del passato, riabilitando la figura paterna (Mignon, Eden, Eurcine, Farnese, Cineland). Prendete uno spregevole conduttore televisivo esaltato solo dalle impennate dello share (Hugh Grant) il quale, per vincere la partita degli ascolti, è disposto a tutto. Aggiungete concorrenti mediocri, così desiderosi di apparire da non farsi scrupoli dei loro comportamenti, nemmeno se nell’ultima puntata del reality, in veste di giudice speciale, c’è il presidente degli Stati Uniti (Dannis Quaid). Spruzzate di battute caustiche e otterrete American Dreamz diretto da Paul Weitz che fa le pulci a una nazione ossessionata dall successo fulmineo (in 13 sale e in v.o. al Nuovo Olimpia)