Béjart tra Mahler e Stravinskij apre la stagione del balletto

Sono trascorsi ormai dieci giorni dalla scalpitante prima scaligera, con una Carmen dalla regia non da tutti metabolizzata, la nascita di nuove stelle (il mezzosoprano che dà voce a Carmen), fiotti di anticipazioni, indiscrezioni e bla bla vario. Ora il teatro alla Scala inaugura anche la sua stagione di balletto. Lo fa quest'oggi (ore 20), mettendo in fila tre capolavori della storia musicale, di Igor Stravinskij e Gustav Mahler, per la coreografia di un mago come Maurice Béjart. Affida la terna di classici al proprio Corpo di ballo, e, cosa non proprio prevedibile, pone al timone dell'Orchestra della Scala un direttore di prima classe. Cioè Daniel Harding, il direttore che a ventinove anni, nel 2005, firmava l'apertura della stagione del Piermarini, dirigendo Idomeneo di Wolfang Amadeus Mozart. Harding, inglese, uscito dalla scuola di Claudio Abbado e Simon Rattle, è l'artista che a suo tempo inaugurò la galleria dei cosiddetti «direttori baby», vale a dire di artisti di grande o certo (però dipende sempre dai casi) istinto direttoriale, giovanissimi, che in un batter d'occhio si conquistano podi importanti, lasciando presumere una lunga e luminosa carriera. Hanno poi fatto questo percorso Gustavo Dudamel, Omer Wellber, Robin Ticciati, artisti che - assieme a Harding - figurano nella rosa dei candidati alla direzione musicale della Scala (in pole position continua però a stazionare il venezuelano Dudamel). Del resto, ci vuole un fior di bacchetta per pagine come Lieder eines fahrenden Gesellen di Mahler, Uccello di Fuoco e Sagra della Primavera di Stravinskij. Appunto, le tre partiture da cui Bejart trasse i balletti in scena stasera e replicati fino al 5 gennaio. L'avventura scaligera di Béjart iniziava nel 1971 proprio con Chant du compagnon errant sui Lieder eines fahrenden Gesellen di Mahler. Un capolavoro affidato all'étoile Massimo Murru e Gabriele Corrado, artista del Piermarini che sostituisce un infortunato Roberto Bolle, la stella delle stelle. Appare poi la Sagra e l'Uccello di fuoco stravinskiani, pagine di per sé dirompenti e rilette in senso ancor più moderno da Bejart. Un po' come Carmen, opera che ha segnato due grandi debutti, della regista Emma Dante (mai lavorato all'opera) e della cantante Anita Rachvelishvili (esordio in tutti i sensi), la serata Bejart sarà il trampolino di lancio per alcuni ballerini. Come Antonino Sutera, in alternanza con Marco Agostino e Eris Nezha, che interpreteranno anche il ruolo della Fenice. Nella Sagra, il ruolo dell'Eletta sarà interpretato da Francesca Podini, Emanuela Montanari, Luana Saullo e Sofia Rosolini, e il ruolo dell'Eletto da Mick Zeni e da Eris Nezha.