Bénéteau, crescita a due cifre: "Investire in Italia è possibile"

Monte Carlo Yachts, soldi francesi ed eccellenza
italiana: così è decollato
il cantiere di Monfalcone. Pur disponendo in Francia di siti produttivi d’avanguardia, Bénéteau ha investito in Italia, consapevole dell’eccellenza del made in Italy nel lusso e nel design

«La ripresa è possibile. E in Italia si può ancora investire». Il messaggio - pensate un po’- arriva dalla Francia. Firmato Bénéteau. I dati pubblicati dal gruppo guidato da Annette Roux - quotato all’Euronext di Parigi - fanno riflettere su ricavi e risultati operativi conseguiti nel 2009-2010 e, allo stesso tempo, aprono nuovi scenari per il mercato della nautica. Confermandosi leader mondiale, Bénéteau ci spiega in due passaggi il successo frutto di coraggiose scelte controcorrente: investendo quando altri player puntavano a limitare i danni; scegliendo l’Italia quando gli italiani denunciavano i «limiti di competitività» del nostro Sistema Paese. Nel 2008, infatti, Bénéteau ha deciso di entrare nel settore delle grandi barche di lusso (a motore). Ma, pur disponendo in Francia di siti produttivi d’avanguardia, ha investito in Italia, consapevole dell’eccellenza del made in Italy nel lusso e nel design. Monte Carlo Yachts è il risultato di queste scelte: una società autenticamente italiana, nel management, nei designer, nelle maestranze, e con sede a Monfalcone, nel Golfo di Trieste: ancora una decisione originale rispetto alle geografie dei siti nautici in Italia. A due anni di distanza da quelle scelte coraggiose, i numeri danno ragione alle mosse in controtendenza del gruppo francese. Nel 2009-2010, il fatturato complessivo del gruppo è cresciuto del 18,2% a quota 780 milioni (660 nell’esercizio precedente) con un risultato operativo a 45,2 milioni (37,5 le stime). Per la cronaca, i 780 milioni di fatturato si riferiscono per 574 milioni al core business (barche) e per altri 205 ad Habitat (case in legno). Oggi il gruppo ha una liquidità di 207 milioni mentre gli analisti prevedono un’ulteriore crescita, al 20%, per l’esercizio 2010-2011. Previsioni che si basano anche sugli ottimi risultati dei saloni nautici, dai quali è emersa la forza trainante dei nuovi prodotti e in particolare del primo modello Monte Carlo Yachts: «Mcy 76». «Il successo di Mcy 76 - dice Carla Demaria - presidente di Monte Carlo Yachts - risale al giorno del suo debutto: l’8 settembre a Cannes. Il coraggio di Bénéteau e la capacità di innovazione nel design e nella tecnologia del Cantiere hanno raccolto lusinghieri consensi sia di pubblico sia di esperti. Tuttavia i forti segnali registrati in autunno hanno convinto Bénéteau Groupe a pianificare in Italia lo sviluppo e la produzione di un altro segmento di imbarcazioni». A due mesi dal suo debutto, il primo modello di Monte Carlo Yachts ha già conquistato quattro premi internazionali. Due «World Yacht Trophies» vinti a Cannes, la «Barca dell’anno 2010» al Nautico di Genova, il «Nautical Design Award», conferito dall’Associazione per il Design Industriale, e che ora apre le porte alle selezioni «Adi Design Index» e del «Compasso d’Oro». La giuria ha apprezzato «la ricerca in ambito tecnologico e costruttivo, mirata a realizzare uno yacht dal design maturo, con particolare attenzione al contenimento dei costi che propone un approccio al lusso più responsabile».
AR