Una babele di bassi istinti È la mafia di Emma Dante

È uno spettacolo che ha fatto molto parlare di sé. Che ha mostrato un modo sghembo, dirompente, anche feroce di parlare di mafia, intrighi di palazzo, corruzione, collusioni tra malavita e politica, istinti malefici raggrumati intorno a un rito laico dai contorni ancestrali. Cani di bancata, scritto e diretto da Emma Dante, torna questa sera al Palladium per riproporsi con la stessa incisiva veemenza del debutto. Sulla scena si muove un gruppo di loschi individui con il volto seminascosto da cappelli a larghe tese. Sembrano cani affamati e selvatici, ritrovatisi intorno ad un banchetto di resti pervaso dalla femminilità statuaria e insieme furiosa di una «Mammasantissima» che, emblema rovesciato del Padrino, capo-clan al femminile dall’abito bianco lungo e avvolgente, trova in Manuela Lo Sicco un’interprete straordinaria. In questa babele di bassi istinti e atti criminosi si fa spazio poi il presagio di un’Italia a testa in giù, di una mentalità iscritta nel codice genetico di un intero popolo. Lungi da qualsiasi retorica e cliché, e lungi pure dal realismo di spettacoli come Gomorra (per non parlare degli omonimi romanzo e film), la Dante prosegue dunque a scrivere teatro attraverso visioni sbieche di una Sicilia (già coraggiosamente raccontata in lavori come mPalermu e Carnezzeria) violenta e rabbiosa, che tuttavia qui si sposta significativamente al Nord.
Info: 06.57332768.