La Babele delle addizionali Irpef Imprese nel caos per calcolare l'acconto

Più della metà dei Comuni ha scelto di aumentare l'addizionale Irpef. Ma i nuovi meccanismi di calcolo sono un vero e proprio rompicapo per le imprese. E su diversi quesiti tecnici si attende ancora un chiarimento dal ministero dell'Economia

Milano – Scade oggi il termine entro il quale i Comuni devono comunicare al ministero dell'Economia le nuove aliquote Irpef per il calcolo dell’acconto sul 2008. Chi non farà in tempo dovrà rimandare al prossimo anno il riallineamento dell'imposta. Dai primi riscontri risulta che più della metà degli enti hanno già deciso di aumentare il prelievo. Una delibera su due di quelle pubblicate fino a ieri segnala aumenti medi del 48,9%. Ma a destare preoccupazione, oltre al nuovo salasso, c’è anche la difficoltà nei calcoli. Un vero e proprio rompicapo per le imprese “sostituti d’imposta” riuscire a capire quanto i loro dipendenti devono pagare. Questo per una ragione semplice: le variabili di cui tener conto sono troppe e non sempre le informazioni sono facili da trovare. Da marzo, infatti, si utilizzeranno più criteri per determinare le addizionali.

Tra i cambiamenti appena introdotti c’è anche la regola per l’individuazione del Comune o della Provincia competente alla riscossione dell’imposta. Da quest’anno, infatti, a dover compiere i rilevamenti previsti dalla legge è il Comune in cui il lavoratore ha domicilio fiscale – al 1° gennaio dell’anno a cui l’addizionale Irpef si riferisce -. Mentre fino al periodo d’imposta 2006 si fa riferimento al domicilio al 31 dicembre. Dal primo gennaio 2007, inoltre, finisce il blocco degli aumenti delle aliquote disposti dai Comuni. Provvedimento introdotto nel 2002. Le aliquote potranno essere ritoccate fino al tetto massimo dello 0,8%, mentre prima il tetto era dello 0,5%. Diversi problemi operativi restano ancora senza risposta, soprattutto per le imprese “sostituto d’imposta”.

Ancora incerto, tra le altre cose, il comportamento che le imprese devono tenere quando il rapporto si conclude prima del pagamento di tutte le rate. Un altro problema non di poco conto interessa le amministrazioni locali, soprattutto per quanto riguarda le interpretazioni sulla legge. Ad Imperia, per esempio, la procura ha contestato le modalità di applicazione dell’addizionale regionale. A quanto pare la circolare esplicativa emanata dalla Regione invece di chiarire la legge la stravolgerebbe. La circolare stabilisce che le aliquote siano applicate sull’intero ammontare del reddito imponibile, senza alcuna progressività. In ballo ci sarebbero 50 milioni di euro di entrate, grosso modo metà della manovra fiscale varata dalla Regione l’anno scorso per risanare il deficit della sanità.