Il baby congresso e quello coi nonni come professori

Tra oggi e venerdì dibattiti con cardinali, studiosi e testimoni. E in cattedra salgono anche i bambini

Giocare nel giardino della Creazione non è esperienza da tutti i giorni. E neppure fare festa nel giardino della Resurrezione. Sarà concesso ai novecento iscritti tra i 3 e i 18 anni, provenienti da ogni angolo del mondo, dalla Bielorussa all’Australia. Bimbi pronti a impegnare in allegro studio i giorni di preparazione all’arrivo del Papa, tra l’albero della Vita, fiori e frutta dell’Eden. È la sezione più colorita del Congresso teologico pastorale che si svolgerà nei locali di Fiera Milano City in tre giorni, da oggi fino a venerdì mattina, quando i lavori saranno conclusi per accogliere l’arrivo del Papa a Milano.
A parlare saranno teologi, cardinali e personalità importanti del mondo della Chiesa, a partire dall’arcivescovo di Milano, Angelo Scola, che aprirà i lavori, Gianfranco Ravasi, ministro della Cultura vaticano, il cardinale Dionigi Tettamanzi, fino al fondatore del monastero di Bose, Enzo Bianchi. Sarà anche l’occasione per l’intervento di numerosi laici, studiosi e letterati ma anche semplici testimoni del modo di vivere il lavoro, la famiglia e la festa.
Una sezione parallela sarà dedicata ai giovanissimi. Ma non chiamatelo congresso dei bambini. Come si conviene a un appuntamento qual è il VII Incontro mondiale delle Famiglie, è il congresso dei figli. Bimbi sì, ma in rapporto con i genitori, i nonni, gli zii, gli amici. E non è un modo per camuffare il servizio di baby sitting per i relatori sposati e con prole che nelle sale attigue si dedicheranno ai temi del Congresso teologico pastorale: la famiglia, il lavoro e la festa.
Un baby congresso. Mentre papà e mamma discuteranno di libera professione e vita familiare, del senso profondo del lavoro e della festa, futuri uomini e donne a partire dai tre anni affronteranno il medesimo tema. «I ragazzi sono considerati nel loro essere parte integrante di famiglia ed è fondamentale che possano confrontarsi e impegnarsi sui temi che affrontano i loro genitori, con i linguaggi e le modalità evidentemente adeguati alla loro età. Ci auguriamo così che alla sera genitori e figli possano condividere alcuni di questi vissuti» spiegano gli organizzatori.
C’è poi una sessione dedicata ai nonni. Terranno la loro conferenza i coniugi Gilberto e Mariateresa Gillini, entrambi insegnanti, settantenni, esperti di formazione, titolari di una rubrica sull’amore ospitata da Famiglia cristiana, autori di libri e docenti al master dell’Istituto Giovanni Paolo II di studi sul matrimonio e la famiglia. «Noi al congresso insegniamo la nonnanza, parola che dà un senso di larghezza e di respiro, ben diversa dalla nonnite, che suona come una malattia» raccontano a due voci.
La “nonnanza” scatta dopo i sessant’anni e secondo gli over 60 che l’hanno teorizzata consiste nel diventare supplenti di ciò che è carente in famiglia: «Essere “nonni peluche” se i genitori sono troppo severi o al contrario “nonni poliziotti” se mamma e papà non controllano a sufficinza. Ma soprattutto “nonni marsupio”, che contengono non solo i nipoti ma anche i figli che sono diventati a loro volta genitori» dice nonna Mariateresa. E nonno Gilberto: «Vogliamo dare ai figli la sicurezza che magari è loro mancata quando eravamo giovani e magari non siamo riusciti a seguirli a sufficienza perché presi da altro...».