Baby Gallinari e le dritte di papà «Mi consiglia solo per la scuola»

Occhi puntati su Danilo che potrebbe anche partire titolare: «Il cognome non mi pesa. Vado in campo per divertirmi»

In una società, come quella italiana, dove l’importanza di chiamarsi in un certo modo ti apre, è innegabile, molte porte, esistono persone che, invece, danno l’anima per dimostrare di meritarsi un posto al sole, senza favoritismi. È il caso di Danilo Gallinari, un cognome che riporta subito la memoria alle gesta del padre Vittorio, nuova stella dell’Armani Jeans dei canestri. Diciotto anni di talento infinito, facilità di gioco da golden boy affermato, possibilità concreta di partire subito nel quintetto titolare. Su di lui gli occhi puntati di tifosi e addetti ai lavori; ma il baby Danilo non sembra soffrirne particolarmente. Del resto, uno che è esploso con un cognome simile in dote, sembra nato per giocare a basket. «In effetti - sorride Danilo - sono cresciuto vedendo allenamenti e partite. Da quel momento, ho sempre giocato. Non mi sono mai immaginato in un altro contesto o professione».
A sentirlo parlare, viene qualche dubbio sul fatto che possa avere solo 18 anni. «Non mi è mai pesato avere un cognome famoso e, indipendentemente dal mio nome, ho sempre affrontato ogni stagione con grande impegno, cercando di divertirmi in campo con i miei compagni, facendo gruppo. È sempre stato il filo conduttore di ogni mia esperienza». Sbaglia chi pensa ad un padre pronto a sommergerlo di consigli su come giocare: «Dal punto di vista tecnico - spiega il talento dell’Armani -, parliamo poco di basket. Come ogni genitore, mi ha dato consigli sulla scuola, sullo studio». E lui, come si immagina nelle vesti di futuro padre? «Sarebbe piacevole se i miei figli ripercorressero la mia strada, ma in piena autonomia. L’unica cosa sulla quale insisterei è il binomio scuola-sport; per il resto, li lascerei fare». Questa potrebbe rappresentare la stagione della sua definitiva consacrazione. «Io affronto ogni campionato sempre nello stesso modo, con uguale impegno e dedizione. È chiaro che Milano ha delle aspettative, un risultato a cui puntare. Bisogna giocare tutti con la giusta tensione». E a quanti gli prefigurano una carriera simile a quella di Bargnani, Danilo risponde che ««è un percorso che rifarei volentieri. Detto questo, sono molto felice per lui, perchè è un amico e se lo merita».
Sul destino dell’Olimpia, Gallinari è realista. «Siamo una squadra dalle grandi potenzialità. Ci sono, però, almeno 5-6 formazioni in grado di vincere il titolo. La cosa fondamentale è lavorare seriamente ogni giorno, per raggiungere, tra di noi, la giusta chimica. In ogni caso, allo scudetto ci pensiamo». La strada, verso il tricolore, passerà pesantemente dalle sue mani.