Baby gang incastrata grazie al web

MilanoDa vittima di una rapina a investigatore a caccia su Facebook del suo aggressore, scovato e segnalato ai carabinieri della stazione Gratosoglio. Gli investigatori hanno poi individuato il banditello e i suoi due complici, ma soprattutto altri 15 bulletti, tra cui cinque ragazze, autori di una quarantina di aggressioni ai danni di adolescenti. Ieri sono scattati i provvedimenti: due adolescenti di 15 e 16, autori di una striscia di agguati, arrestati, 15, responsabili di episodi isolati e meno violenti, denunciati e un tredicenne solo segnalato al Tribunale dei minori perché non punibile.
Tutto inizia la mattina del 28 gennaio di fronte al McDonalds di Rozzano, periferia sud di Milano, dove si sono rifugiati tre adolescenti dopo aver marinato la scuola. All’uscita sono bloccati da tre coetanei armati di coltello e rapinati di soldi e cellulari. Una delle vittime però crede di aver già visto in zona il «capo» della baby gang, chiamato «Diabolik». E si mette a cercarlo su Facebook: restringendo il campo della ricerca alla quartiere, all’età ma soprattutto a quel soprannome. Fino a quando trova il bulletto che si vantava anche sul «social forum» delle sue scorrerie, inneggiava a Totò Riina e lanciava sfide agli «sbirri». I carabinieri avviano le indagini scoprendo come nel quartiere, mai denunciati, si muovesse una serie di bande di adolescenti, una anche composta da cinque ragazze, che angheriavano i coetanei. Spesso si trattava di prepotenze e furtarelli e infatti per 15 ragazzi è scattata solo la denuncia. Ma «Diabolik» e i suoi due complici di colpi ne avevano messo a segni parecchi, almeno quattro quelli accertati. E con estrema ferocia: un ragazzo che aveva reagito alla rapina era stato colpito dal piccolo boss con un tirapugni, riportando una seria frattura dello osso orbitale.