Baby-gang, l’ultima bravata: massi di cemento sui binari

Tragedia sfiorata sulla Roma-Lido: il macchinista ha visto in tempo l’ostacolo Sindacati in allarme: «Si intervenga subito»

Massi e lastre di cemento armato sui binari della Roma Lido. Obiettivo? Far deragliare il treno. Un «gioco» assurdo, che si sarebbe trasformato in tragedia se il macchinista non li avesse visti in tempo. È accaduto a pochi metri dalla stazione di Acilia la sera del 25 aprile, ma la notizia non è stata diffusa.
Baby gang in azione sul litorale romano. Ancora una volta obiettivo dei piccoli delinquenti la linea di collegamento tra il mare e la capitale. Un «divertimento» che va avanti da tempo per una banda di ragazzi tra i 14 e i 17 anni, tutti di buona famiglia. Come quelli individuati dai carabinieri nel 2004 dopo una serie impressionante di sassaiole contro i finestrini della metropolitana. Appostamenti lungo la tratta da Acilia a Ostia Antica, pattuglie di militari camuffati da operatori ecologici e i baby criminali vengono catturati. I fermati, che se la cavano con una denuncia, appartengono ad ambienti insospettabili e situazioni familiari tutt’altro che disagiate. I quindicenni si giustificano dicendo che si sarebbe trattato di «un gioco per passare il tempo. Ci annoiavamo troppo»".
Zaini in spalla, secondo i viaggiatori del rapido Ostia-Porta San Paolo, il gruppo di teppisti che è entrato in azione l’altra sera era appostato su una scarpata per godersi lo spettacolo. Sono le 21,30, alla luce solamente dei fari della motrice il macchinista alla guida del convoglio si accorge della linea interrotta. Come nel Far West, solo che gli indiani non hanno alcuna intenzione di bloccare il treno. Una lunga frenata mette in allarme i pochi viaggiatori e una coppia di vigilanti in servizio per contrastare aggressioni, rapine e atti di bullismo. I ragazzi, vista la mal parata, si danno alla fuga prima di essere acciuffati.
Seduto fra gli altri viaggiatori un carabiniere. Qualche minuto ancora, il tempo per liberare la strada ferrata, ottenere il via libera dalla centrale operativa, e il trenino del Lido può riprendere la corsa verso Roma.
Sull’episodio intervengono i sindacati: «Siamo stati a un passo da un grave incidente - spiega Renzo Coppini del Sul, il Sindacato unitario lavoratori -, è da molto tempo che chiediamo all’azienda la messa in sicurezza del tracciato che va da Ostia Antica ad Acilia. Inutilmente. La vecchia rete di recinzione è alta un metro e 40, piena di buchi e rattoppi. Ci sono i rom del campo sosta vicino che attraversano i binari, le bande che lanciano sassi. Basta un cane per mettere in pericolo decine di passeggeri. Chiediamo un intervento immediato per scongiurare il peggio».
Tra scorribande di zingari e criminali c’è chi ha deciso di togliersi la vita proprio in quel punto. Come Elio De Cristofalo, un disoccupato di 25 anni che nel giugno del ’99 si stende sulla massicciata all’altezza di Acilia nord in attesa della morte.
Secondo gli operatori Met.Ro. spa, lo sport preferito dai bulli di periferia è colpire il palo della luce, la motrice, ma anche gli autobus nel deposito Atac o lanciare pietre dal cavalcavia. Per lo più studenti delle medie, all’uscita da scuola si danno appuntamento sotto il viadotto Azelio Nuttal. Non si fermano nemmeno quando è giorno di festa. Armati di mazzafionda sfiorano il dramma quando sfondano un vetro e feriscono un giovane impiegata. «Ho sentito il rumore dei vetri infranti - spiegherà la vittima, 27 anni - poi le schegge e il sangue sul volto. È stato terribile».