Le baby modelle d'America? Sosia delle piccole Obama

Boom di richieste per ragazzine che somigliano a Sasha e Malia: così il mercato della moda cerca di sfruttare la popolarità della first family

Sono le first kids, le più famose d'America, ormai. Sasha e Malia. Fotografate col papà presidente, con la mamma super first lady, da sole, in prima linea nel giorno dell'insediamento, mentre scattavano foto di famiglia come fossero a Disneyland, come fossero bambine qualunque. Sasha e Malia, le piccole Obama, sono tutt'altro che qualunque. Ormai sono icone anche loro. In miniatura, ma ammirate e copiate come mamma Michelle e papà Barack. Tanto da fare tendenza perfino nel mondo delle modelle: le baby dive da passerella ora devono essere simili a Sasha e Malia, perché così le cercano le agenzie e così le vogliono i clienti. Basta riccioli d'oro, dicono nelle agenzie di New York: occhi azzurri e capelli biondi sono superati, ora le baby modelle più ricercate sono quelle di colore. Così vuole il mercato, stregato dal mondo Obama. «È cambiato il look, sono cambiate le richieste - ha spiegato Amanda Blaire, vice presidente della Product Model Management - Quando abbiamo cominciato, dodici anni fa, non c'era alternativa all'angioletto biondo con gli occhi azzurri». Ora alla Blaire arrivano domande per ragazzine di colore, sulle quali puntano marchi di moda e case di produzione, per sfruttare al massimo il fascino degli Obama sugli americani. Fra le clienti di Amanda Blaire c'è Cailin Stoller, nove anni, ormai una piccola diva, richiestissima come sosia di Sasha: è finita perfino in televisione, l'elezione del primo presidente di colore ha segnato la sua carriera (baby). Altre piccole cloni delle first kids sono finite in un servizio fotografico stile Jfk, in cui le bimbe giocavano sotto la scrivania dello Studio ovale. Marlene Wallach, presidente dell'agenzia Wilhelmina Kids and Teens che ha organizzato l'evento, ha confermato la tendenza: «Abbiamo avuto molte domande per bambine che assomiglino alle Obama». Spesso le cloni delle first sisters si presentano spontaneamente alle agenzie, sicure di trovare la porta aperta in questo momento. D'altronde «Sweet Sasha» e «Marvellous Malia», le due bambole di pezza intitolate alle piccole Obama hanno spopolato, anche grazie al prezzo popolare di dieci dollari. E anche se Michelle, la first mum, ha condannato l'iniziativa con un lapidario: «Inappropriato».