Baby rapinatori per pagarsi il cinema

da Catania

I genitori non sapevano nulla e pensavano che i loro figli fossero bravi ragazzi. Questa è una storia siciliana che non odora di mafia o di miseria. Ma è comunque una storia di crimine e delinquenza. Sei adolescenti, figli della Catania bene, tutti fra i 15 e i 17 anni, sono stati accusati dai carabinieri della compagnia di Gravina di aver compiuto cinque rapine a commercianti di diversi comuni etnei. Due dei ragazzi sono stati arrestati proprio durante una delle loro azioni.
Una baby gang che rapinava per noia e per comprarsi jeans o giubbotti firmati, profumi, ciclomotori o per andare a mangiare la pizza il sabato sera, per un film in prima visione. Si sentivano i protagonisti di un romanzo criminale. Non avevano paura, i ragazzi. E si muovevano in modo temerario. Salivano in motorino in qualche paesino arroccato sull’Etna. Sceglievano il negozio ed entravano armati di taglierini o pistole giocattolo. Poi scappavano via come banditi da far west.
Per non farsi riconoscere e confondere i testimoni si scambiavano le felpe e i ciclomotori. Sistema che però è risultato inefficace: i carabinieri sono infatti riusciti ugualmente a risalire alla loro identità. A favorire l'operazione è stato l’arresto in flagranza di reato di due di loro da parte di investigatori della compagnia di Gravina che, con successive indagini, sono riusciti a ricostruire anche le identità di tutti i componenti la baby gang. Le famiglie dei sei minorenni, tutte estranee a ambienti criminali e giudicate «per bene» dalle forze dell'ordine, erano all'oscuro dell’attività dei loro ragazzi che, hanno ricostruito i carabinieri, tutti insieme avrebbero anche assalito un supermercato. Le indagini sono coordinate dalla Procura della Repubblica del Tribunale per i minorenni di Catania che ha emesso i provvedimenti di fermo.
Ogni mattina gli adolescenti si ritrovavano nella villa comunale di Mascalucia. Qui decidevano come agire e quale obiettivo andare a colpire. Prendevano di mira supermercati, farmacie e attività commerciali dove era possibile trovare denaro contante. Il bottino medio dei colpi era di 500 euro, che i sei si suddividevano. Poca roba, che non vale una vita da criminale.