Baby rapinatori seviziavano i coetanei

Picchiavano e seviziavano i loro coetanei, per rapinarli di soldi e cellulari. Un incubo per gli studenti di Bollate e di Novate Milanese, che durava ormai da diverso tempo. Una lunga sequela di violenza e soprusi alla quale i carabinieri di Rho hanno posto fine l’altro giorno, al termine di indagini protrattesi per circa due mesi, e che hanno portato all'identificazione di una baby gang composta da 7 minorenni residenti a Quarto Oggiaro. Si tratta di quattro 16enni, un 15enne e due 13enni, questi ultimi di etnia rom, domiciliati nel campo nomadi di Quarto Oggiaro. Tutti sono stati incriminati per rapina aggravata in concorso.
La banda stava terrorizzando indisturbata e da settimane, il territorio al confine con la Metropoli. I piccoli delinquenti, tutti studenti, colpivano a turno in gruppi di 3 o 4. E minorenni coetanei erano le loro vittime preferite, anche loro studenti, spesso avvicinati e rapinati all’uscita da scuola mentre percorrevano a piedi il tragitto verso casa. Aggressioni premeditate e particolarmente cruente. Come nel caso di due studenti delle medie di Bollate, un 13enne ed un 14enne, finiti poi in ospedale. Concluse le lezioni stavano rientrando quando vennero avvicinati e circondati dal gruppetto di bulli, intenzionati a tutti i costi a derubarli dei pochi euro che avevano in tasca e dei loro telefonini. Dopo gli spintoni, li tempestarono con pugni e calci. E visto che i ragazzi non avevano intenzione di cedere, passarono a vere e proprie sevizie, bloccandoli e ferendoli alle mani con dei piccoli coltelli a serramanico.
Non migliore sorte toccò qualche giorno dopo, ad altri 5 minorenni milanesi, tutti di 14 anni e studenti delle scuole medie, avvicinati questa volta nei pressi del centro commerciale Metropoli di Novate Milanese. Un luogo preferito dalla baby gang, dove era solita individuare altre vittime. Picchiati selvaggiamente a scopo di rapina, ed alla presenza di altra gente indifferente, procurarono ai ragazzi ferite e tumefazioni che i medici dell’ospedale refertarono fino a due settimane di prognosi. Le testimonianze delle vittime, convinte dai genitori a superare la paura e denunciare le aggressioni, insieme all’analisi dei fotogrammi delle telecamere a circuito chiuso, in particolar modo quelle del centro commerciale, sono risultate fondamentali per i identificare i giovani balordi. Oltre ai due episodi più eclatanti sarebbero una decina, secondo gli investigatori, i colpi attribuiti ai sette minorenni.