La baby Samp pronta a vendicare l’eliminazione del 2008

La Sampdoria decolla oggi per Kharkiv, domani (ore 19) la sfida «sotto zero» contro il Metalist per l'Europa League. Si vedrà in campo una squadra in gran parte inedita: dei tre «big» il solo Cassano partirà dall'inizio (Palombo e Pazzini rimarranno a Genova), al suo fianco spazio per Pozzi, in vantaggio su Marilungo. E ci sarà anche Guberti. Fuori uso Semioli e Lucchini (squalificato anche in campionato), e mascherina protettiva al naso per Accardi. Spazio dunque a tanti giovani e giovanissimi: Cacciatore, Koman, Poli e Dessena di nuovo titolari, mentre in difesa Volta, visto che Gastaldello è comunque disponibile, si gioca un posto proprio con Accardi. Dall'inizio anche Mannini (coi viola neppure in panchina), convocati Padalino e il rientrante Sammarco. Dovrebbe andare in panchina Tissone. «Se dovessimo riuscire a vincere, saremmo davvero molto vicini alla qualificazione - dice Daniele Dessena - e comunque è un piacere giocare al fianco di un Cassano in queste condizioni».
Due anni fa proprio il Metalist eliminò i blucerchiati dalla vecchia Coppa Uefa. «La Samp vuole riprendersi quello che le è stato tolto, sappiamo che sarà una partita molto difficile ma per noi l'Europa League è molto importante», puntualizza il d.g. doriano Sergio Gasparin. «Quella sconfitta col Metalist arrivò in un momento diverso, eravamo troppo concentrati sul campionato. Ora invece vogliamo onorare questo impegno», dice ancora Dessena, uno dei reduci di Kharkiv 2008. «La squadra c'è, il gruppo anche. I risultati dell'anno scorso forse sono difficili da raggiungere, ma vogliamo togliersi tante soddisfazioni. Tanti giovani? Sì, va bene, ma basta col dire che sono il più vecchio...», sorride Luciano Zauri. Intanto ieri sono arrivate anche le parole di Riccardo Garrone, sul momento della squadra dopo il successo sulla Fiorentina di domenica scorsa. «Ma come risultati mi sarei aspettato qualcosa di più - ha ammesso il patron a "Primocanale" - soprattutto nelle partite in casa, credo ci manchino almeno sei punti». Tuttavia - prosegue Garrone - «il segnale della vittoria contro i viola è stata un'indicazione importante, di grande capacità di recupero. Credo che ormai la macchina sia rodata». Il pensiero di Garrone ha già nel mirino il duello di domenica sera contro il suo amico petroliere Massimo Moratti.