Baby spazzacamino canta alla Tosse

«Quest'opera è la parte finale dello spettacolo per giovani dal titolo "Facciamo un'opera". Se venisse eseguito soltanto "Il piccolo spazzacamino", il Maestro farà una prova con il pubblico e l'orchestra, prima che l'opera abbia inizio».
Be', qui il pubblico c'è, ma non partecipa, come avrebbe voluto Britten: è una parte del coro di bambini - quella che non è sul palco - a, diciamo così, farne le veci tra le poltrone della platea, e di prove ne ha fatte, grazie alla tenacia e alla passione del Maestro Tanasini. Sì, il coro è quello neonato delle voci bianche del Carlo Felice, che allestisce lo spettacolo, il palcoscenico è quello invece del Teatro della Tosse (Sala Trionfo), il Maestro sul podio è Giorgio Bruzzone, che dirigerà bambini, protagonisti adulti e i musicisti (quartetto d'archi, pianoforte a quattro mani, percussioni).
La prima rappresentazione è prevista per le scuole, questa mattina, a seguire poi la stessa sera e tutte le mattine successive, per terminare sabato pomeriggio. Uno spettacolo perfettamente strutturato secondo le regole del teatro musicale, un'opera "didattica", la definisce l'autore, in cui sono i bambini la colonna portante: cantano, recitano, si muovono secondo precise indicazioni di regia, con tanto di orchestra - anche se ridotta - sul palco ad accompagnare la storia, quella di Sam, un bambino sfruttato nell'Inghilterra del 1810.
«Siamo arrivati quasi alla fine del nostro percorso - dice Tanasini - un cammino impegnativo iniziato con il concerto di Natale, proseguito con Pagliacci, arrivato ora qui, e che si concluderà con "Il vascello incantato" di Taralli a maggio (questi due ultimi impegni appartengono al progetto "Crescendo in musica", dedicato dal Carlo Felice alla formazione dei giovanissimi): e direi che questa è una bella prova di impegno e serietà. Costruire un'opera è molto complesso, soprattutto quando non si ha la minima esperienza di teatro: questi bambini sono tutti alla loro prima esperienza e direi che se la cavano proprio bene… e poi è un'opportunità e un'esperienza, per loro, davvero emozionante, oltreché assai formativa».
Sul palco, la regista Caterina Panti Liberovici ha posto due pedane di legno, l'immancabile caminetto, e una serie di oggetti molto semplici ma di efficace impatto scenografico; i movimenti dei personaggi sono «a scatti», un po' caricaturali, a sottolineare l'ironia e il carattere comunque infantile della rappresentazione. Gli ingredienti per una succosa mattinata ci sono tutti… ben sperato è l'entusiasmo del pubblico bambino (e non)!