«Baby-taglieggiatori sotto il naso di Veltroni»

I piccoli nomadi «pretendono» l’obolo dagli automobilisti che sostano nella zona di piazza Fiume. Mancano i controlli

Una banda di giovani rom che taglieggia gli automobilisti e minaccia danni alle auto se questi non pagano. Tutto questo avviene da tempo a piazza Fiume, a pochi metri dall’abitazione del sindaco Veltroni. Lo denunciano in un video, inserito sul sito web «YouTube», Giuseppe Lucà, presidente del Circolo della Libertà Roma Liberale, e Daniela Chiappetti, coordinatrice della Cdl per il II municipio. «Che credibilità può avere a livello nazionale Veltroni se non è capace di mantenere un livello minimo di sicurezza nemmeno sotto casa sua? - domanda Chiappetti -. Veltroni passa qui almeno due volte al giorno, è difficile che non si sia mai accorto che questi adolescenti rom infastidiscono gli automobilisti». Nella nota viene evidenziato come «un amministratore che non riesce a garantire la sicurezza nemmeno sotto casa sua è, oltre che disattento, uno che ha ormai perso di vista i problemi della città. Questo video, inoltre, evidenzia le pesanti responsabilità dell’amministrazione capitolina in tema di integrazione». Le immagini mostrano come «questi ragazzi non hanno alcuna voglia di integrarsi, di andare a scuola o magari di trovare un lavoro onesto. Il municipio conosce il problema ma non interviene, bloccato tra i mille litigi della sua sgangherata maggioranza. Morale: i cittadini sono abbandonati a se stessi». La richiesta degli esponenti della Cdl è «un presidio fisso dei carabinieri per garantire la sicurezza». «Inserendo questo video su YouTube - denunciano ancora Lucà e Chiappetti - siamo convinti che tutti gli italiani si renderanno conto di quali siano le priorità per Veltroni: cinema, finta cultura, tanti mazzi di fiori alle star di Hollywood che arrivano in Campidoglio. Ma di garantire sicurezza ai cittadini non se ne parla proprio: non scordiamoci che il sindaco abita a pochissima distanza da piazza Fiume, il che la dice lunga su quanto Veltroni tenga all’immagine della sua città». «Solo gli stolti - conclude la nota -, dopo aver visto queste immagini, possono ancora parlare di integrazione dei rom. Il gesto di quel ragazzo maleducato e irrispettoso del Paese che lo ospita è il manifesto della loro antropologica distanza dalle nostre leggi e dalle nostre usanze».